Centro nazionale terremoti in città
Prevenzione e gestione di eventi estremi, il ruolo dell’ex rettrice
L’AQUILA. Potrebbe nascere all’Aquila il centro nazionale sui terremoti e il clima. L’ex rettrice Paola Inverardi, in un’intervista al Corriere della Sera, ha confermato che si sta lavorando al progetto. Sarà un centro di eccellenza di prevenzione e di gestione degli eventi estremi collegato al supercomputer Leonardo in grado di effettuare 200 milioni di miliardi di operazioni al secondo. «Su stimolo della commissione europea», ha detto Inverardi, rappresentante italiana della Joint Undertaking (EuroHpc), «il Miur – ministero dell’Istruzione, università e ricerca – ha cercato di promuovere la nascita di centri di eccellenza, con specifiche applicative differenti, localizzati in territori che in qualche modo sono sensibili all’ambito applicativo. Nel progetto a cui stiamo lavorando a tempo pieno, ci sono, insieme al Cnr, all’Istituto nazionale di astrofisica e all’Istituto nazionale di fisica nucleare, anche le maggiori università del Centro Italia. Una collaborazione di lunga data, nata con il terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009. Questa apertura al lavorare insieme è la dote che ci è rimasta e che stiamo tuttora attuando. Ora, grazie a Leonardo, avremo la possibilità di modellare gli effetti accoppiati di diversi fenomeni e di costruire dei modelli numerici che siano grado di elaborare le interazioni e le conseguenze degli eventi. Un esempio è la valanga di Rigopiano del gennaio 2017 causata da abbondanti nevicate e scosse sismiche». Sulla possibilita che il centro sia localizzato all’Aquila, Inverardi è stata cauta. «Non è ancora deciso», ha detto. «È molto probabile che sarà una localizzazione diffusa, magari con livelli diversi, nelle tre regioni collegate. Per ora siamo solo una comunità accademica con la volontà comune di coinvolgere i territori e convincerli a lavorare in un’ottica nazionale». (g.p.)

