centro storico »IL DIBATTITO

19 Giugno 2021

L’AQUILA. «Senza regole e rispetto non può esserci nessun tipo di collaborazione». Le “notti magiche”, insomma, almeno per ora possono attendere. Alla lettera aperta – scritta da Matteo Maurinaz del...

L’AQUILA. «Senza regole e rispetto non può esserci nessun tipo di collaborazione». Le “notti magiche”, insomma, almeno per ora possono attendere. Alla lettera aperta – scritta da Matteo Maurinaz del locale Shortbus di piazza Santa Maria Paganica, che invitava i residenti alla «collaborazione» con gli imprenditori impegnati nelle attività legate alla movida e pubblicata ieri dal Centro – replicano alcuni residenti nella medesima zona, i quali sono pronti a inviare altre diffide, dopo quelle che sono state già consegnate nei giorni scorsi, per vedere riconosciute le loro ragioni.
«DEGRADO CIVILE». «Scriviamo quali residenti nella zona di Santa Maria Paganica», fanno sapere i cittadini, «chiamati in causa dal gestore della Cicchetteria nella lettera aperta in cui lamenta che lo stiamo aggredendo per “chissà quali motivi” e che non gli porteremmo il “rispetto” che gli è dovuto. Ciò che il gestore della Cicchetteria non dice è che, da un paio di settimane, ha attivato su Piazza Santa Maria Paganica una vera e propria discoteca all’aperto con tanto di buttafuori, che fino a notte inoltrata produce un chiasso che è oggettivamente incompatibile con qualsiasi altra attività umana. Da giorni, chiunque abita nei dintorni del locale, quando si trova in casa, vive in uno stato di totale e ingiusta deprivazione poiché, a causa del rumore assordante prodotto dalla Cicchetteria, non può parlare con i suoi familiari, non può guardare la televisione, ascoltare la radio, leggere un libro o, semplicemente, riposare». Gli stessi residenti hanno anche realizzato un video, ripreso dopo la mezzanotte, «che rende meglio di ogni altra cosa quello che accade a Piazza Santa Maria Paganica». «Ci permettiamo, perciò», proseguono i residenti, «di porre un paio di domande: è tollerabile che decine di famiglie siano costrette a vivere in queste condizioni disumane unicamente per consentire al titolare della Cicchetteria di perseguire i suoi fini di arricchimento personale? E ancora: quanto durerebbe una discoteca aperta sotto le finestre del prefetto dell’Aquila o che disturbasse il sonno della famiglia del sindaco Pierluigi Biondi? La risposta, con ogni certezza, è lo spazio di una sera, il che la dice tutta sul degrado civile e amministrativo di questa città». Nessuna tregua. La battaglia è appena cominciata. (e.n.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.