Centro storico paralizzato La rabbia dei commercianti

I negozianti di corso Federico II: «I vigili urbani hanno chiuso l’accesso persino allo scarico merci Tolti i parcheggi in via Iacobucci, non vendiamo nulla». Problemi anche al Torrione
L’AQUILA. «Se volete mandarci via perché vi diamo fastidio, ditelo».
Peppe Colaneri parla accalorato al telefono. Erina Panepucci fa lo stesso, mentre gli altri commercianti di corso Federico II camminano qua e là allargando le braccia. Di clienti neanche l'ombra, per tutta la mattinata il corso “basso” assomigliava vagamente a un deserto. Dal fondo compare un uomo con un grosso pacco.
CORSO FEDERICO. «Ecco, mi dovevano consegnare i cataloghi, ma i vigili urbani non l'hanno fatto passare», racconta Erina Panepucci, che di mestiere vorrebbe mandare in vacanza le persone, «neanche il carico e scarico merci ci fanno fare». I commercianti discutono, la maggioranza è per fare una serrata, forse addirittura per il pomeriggio. Qualcuno vorrebbe sedersi in mezzo alla strada: «Che ci stiamo a fare in negozio, se non permettono a nessuno di avvicinarsi?». Peppe Colaneri continua a discutere al telefono, lui è uno dei “pionieri della zona rossa”. Da piazza Duomo dopo il sisma era andato in corso Vittorio Emanuele, dove certe notti non c'era neanche la luce. «Ormai siamo a terra, se vogliono che ce ne andiamo, perché non lo dicono apertamente?».
Ma perché tra i commercianti si è alzata la tensione?
Perché è stato chiusa tutta la viabilità: non può entrare nessun sul corso, neppure per il carico e scarico merci.
Probabilmente qualcuno ha chiamato i vigili urbani, che a loro volta sono stati costretti a chiudere tutto. Perché, tra gli altri problemi, c'è anche quello che in corso Federico II possono entrare solo gli autorizzati della ricostruzione, divieto che convive con la vecchia segnaletica ante sisma che dice che in quella zona il parcheggio proprio non c'è. «Ho chiamato i vigili una volta sola, per una macchina che mi aveva chiuso completamente la vetrina», racconta Armenuhi Passajan, «e i vigili non hanno potuto fare altro che multare tutti».
LA VILLA. Alla Villa sono in corso i lavori per la nuova pavimentazione, con successiva pedonalizzazione di via Iacobucci, e la conseguente sparizione di due terzi dei pochi posti auto disponibili. «Chiudono tutto, neanche il parcheggio della Regione hanno attivato», dice Colaneri.
PIAZZA PALAZZO. Tutti multati, anche qui. Nei giorni scorsi anche a piazza Palazzo qualcuno aveva chiamato i vigili per colpa di alcune auto messe male. Quando la pattuglia è arrivata, ovviamente, non ha potuto fare altro che mettere mano al taccuino. Anche in questa piazza c'è il problema di convivenza tra commercianti, residenti e operai dei cantieri. E allora accade che metà dei posti finiscono per essere usati dai residenti e l'altra metà dagli operai. E i posti con la sosta a un'ora per favorire il ricambio e attivare il commercio? Niente.
PIAZZA CHIARINO. In piazza Chiarino, dopo le pressanti richieste dei commercianti, il disco orario è stato messo, e i residenti mettono dei fogli A4 sui cruscotti per avvertire i vigili che loro non sono lì per uno sghiribizzo, ma perché ci abitano. Anche tra i commercianti serpeggia il malumore. C'è chi deve spendere migliaia di euro per rinnovare le macchine per l'attività, e ha bloccato tutto in attesa di qualche schiarita.
FONTESECCO. A via Fontesecco si alternano di giorno le auto degli operai e di notte quelle di chi è diretto ai locali del centro.
VIA STRINELLA. Per permettere i lavori dei sottoservizi su via Castello, lavori che a onor del vero sembrano marciare con una certa speditezza, il traffico viene convogliato in discesa su via Pescara dove, però, nel frattempo, è stato anche attivato il cantiere del comando dei vigili del fuoco con conseguente diminuzione di carreggiata. Il risultato è il delirio, con lunghe file su via Strinella. Se poi ci aggiungiamo che anche i parcheggi di viale Ovidio sono spariti per via dei lavori dei sottoservizi, il quadro è completo.
VIALE DE GASPERI. Qualche perplessità ha suscitato il disco orario sulla metà precisa di viale de Gasperi, al Torrione. Trenta minuti, pochini per alcune tipologie commerciali (parrucchieri, commercialisti, Poste). Il risultato è che le auto espulse da una zona disco forse troppo ampia, finiscono per intasare le vie circostanti, arrivando sorprendentemente fino a via Tagliacozzo, quindi dentro al centro storico.
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