Centro storico, un quartiere dimenticato

Molti edifici sono fermi a 10 anni fa e la vegetazione ha invaso i cortili oppure coperto le strutture, come l’asilo in via Coppito
L’AQUILA. Iniziamo un viaggio all’interno delle zone non ancora ricostruite del centro storico dell’Aquila. Non solo non ricostruite, ma che sono rimaste totalmente ferme a quella notte terribile del terremoto del 6 aprile 2009. All’interno ci sono, oltre a molti edifici privati, anche strutture pubbliche, quali Palazzo Branconi, sede della Regione, in piazza San Silvestro.
Una di queste zone dimenticate è nel quartiere di San Pietro, in particolare tutte le vie e viuzze comprese tra viale Duca degli Abruzzi e piazza San Pietro.
VIA COPPITO. Lungo via Coppito ci sono edifici anche antichi e tutelati dai Beni culturali, dove all’interno dei cortili sono cresciute vere e proprie foreste, con alberi alti oltre quattro metri. Nessun tipo di intervento finora e niente all’orizzonte. Via Pretatti è completamente coperta da detriti e vegetazione, così come via San Pietro. Eppure è stato abbattuto e ricostruito il grande palazzo degli anni Sessanta, all’angolo tra via Coppito e via Rustici. È stato ricostruito e riabitato quasi tre anni fa. Questo a dimostrazione che è stata progettata una ricostruzione a “macchia di leopardo”, a singhiozzo, con buona pace di chi è rientrato coraggiosamente nel centro storico e ora deve affrontare tutti i disagi di vivere in mezzo ai cantieri, alle polveri, ai rumori e alla pericolosità dei mezzi pesanti.
ASILO GIUNGLA. Tra gli edifici pubblici, in via Coppito c’è anche la scuola materna, ridotta a una foresta vergine, al punto che, provando a guardare all’interno nel cortile, tra le sbarre della cancellata, non se ne distingue più neppure l’ingresso, tanto è coperto dalla vegetazione. Una parte completamente morta della città, che langue sotto gli occhi impotenti dei residenti, che spesso si chiedono quando e come potrà ripartire il centro storico, «che non è solo corso Vittorio o corso Federico II», sottolineano alcuni residenti del quartiere.
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