Centrosinistra, riunione senza Pd Le ragioni di uno strappo politico

L’evento ha richiamato ottanta esponenti, l’organizzatrice Nannarone spiega il perché dell’esclusione «Questa città è baluardo contro le destre. Il partito ha sbagliato a scegliere due uomini in Parlamento»
SULMONA. L’autoconvocazione del centrosinistra di tutta la provincia all’Hotel Meeting Santacroce di Sulmona ha lasciato degli strascichi. Soprattutto alla luce della grande partecipazione, con oltre 80 persone tra cui amministratori, politici e simpatizzanti di estrazione civica ma anche del Partito democratico e di altri partiti del centrosinistra. A fare gli onori di casa c’era Teresa Nannarone, consigliera comunale di Sulmona, ex presidente del locale circolo Pd, e una delle organizzatrici dell’evento. «Nelle interlocuzioni personali che abbiamo nella vita di tutti i giorni», ha sottolineato, «avevamo da tempo percepito che c’era bisogno di costruire un luogo di discussione che non è più quello dei partiti tradizionali e in particolare non lo è quello del Partito democratico. Chi si riconosce nel centrosinistra non aveva più un luogo in cui confrontarsi, in cui poter esprimersi liberamente e neanche gli amministratori avevano più questo luogo. Abbiamo quindi racconto queste esigenze e costruito una rete in pochissimo tempo per vederci dal vivo e mettere in moto questa comunità aperta a tutti. E vogliono venire tutti, soprattutto quelli che odiano qualsiasi tipo di tessera».
Poi sulla città: «A Sulmona c'è un'amministrazione di centrosinistra, circondata dalla destra a tutti i livelli e abbiamo qualche difficoltà in più a trovare interlocutori. A maggior ragione serve un’identità interna solida. Siamo l’unica città di centrosinistra e sentiamo il dovere di resistere e continuare a essere baluardo».
In molti hanno visto letto nell’evento una iniziativa contro il Pd. «Non è un messaggio al Partito democratico», chiarisce la consigliera, «ma non si può discutere di politica sinceramente se non si fa rifermento al Partito democratico e alla sua situazione. Necessariamente bisogna prendere atto degli errori e delle scelte politiche fatte dal Pd a tutti i livelli e soprattutto bisogna guardare come si sta gestendo questa fase, quella della sconfitta. A livello locale, un partito che candida due uomini per il Parlamento, è un partito che ha tradito se stesso. E l’unico partito che mette due donne poi risulta essere il M5s. Il Pd ha tradito uno dei valori su cui si fonda la sua costituzione: esce Pezzopane ed entra Fina e viene riconfermato D’Alfonso. Se poi si pensa che è lo stesso segretario regionale Michele Fina che nomina se stesso per il Parlamento, allora si tocca il fondo». Secondo Nannarone «l’elettorato ha fatto pagare al Pd abruzzese questa mancanza di principi lasciando all’Abruzzo una delle più basse percentuali a livello nazionale». Nonostante ciò la consigliera sostiene che questa nuova realtà «non è contro il Pd, è alternativa a un modo di fare del partito e dei suoi dirigenti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

