Centrosinistra spaccato Il Pd cerca di “ricucire”

26 Maggio 2016

Dopo la rottura sul bilancio oggi faccia a faccia con Sinistra Italiana e Prc Masciocco e Perilli: se siamo alleati le decisioni vanno condivise con noi

L’AQUILA. Ieri un incontro fra i vertici del Pd aquilano e i consiglieri comunali del Partito democratico. Oggi alle 18 nella sede del Pd summit fra capigruppo e rappresentanti della coalizione di centrosinistra per cercare di far rientrare la “spaccatura” che si è concretizzata nella notte fra lunedì e martedì con il voto di astensione al bilancio di previsione 2016 (che andrà tra l’altro integrato con i 16 milioni promessi dal governo) da parte di Giustino Masciocco (Sinistra Italiana) ed Enrico Perilli (Rifondazione comunista). Un voto di astensione che ha irritato (a dir poco) il sindaco Massimo Cialente che ancora ieri rimuginava sul fatto se cacciare o meno dalla giunta i due assessori di riferimento: Betty Leone (Si) e Fabio Pelini (Prc).

La linea del Pd è quella di non fare colpi di testa e cercare di ricucire per non trasformare l’anno scarso di consiliatura che resta in una snervante polemica quotidiana. Si e Rifondazione oggi ribadiranno al Pd una cosa semplice: «Se si sta insieme in una coalizione le decisioni vanno condivise o quantomeno discusse». Il riferimento è, per esempio, all’interlocuzione che il solo Pd ha avuto con il governo sui soldi per integrare il bilancio o, andando un po’ indietro nel tempo, all’ultima legge sulla ricostruzione, quella targata Stefania Pezzopane – senatrice Pd – sulla quale la voce e le proposte degli alleati sarebbero state praticamente ignorate. Sulla maretta che c’è nella coalizione di centrosinistra ieri sono intervenuti anche i consiglieri comunali di “Noi con Salvini”, Emanuele Imprudente, Luigi D’Eramo, Daniele Ferella che scrivono: «È necessario che qualcuno parli chiaramente alla città e spieghi ciò che si cela realmente dietro la tardiva approvazione del bilancio di previsione e il mancato trasferimento dei 16 milioni, ancora ben al di là dal venire e legato ad una mera lettera di intenti. La crisi del Pd, ormai sotto gli occhi di tutti, non è certo legata a contenuti politici, ma, con tutta evidenza, al fatto che non riescono a trovare la quadra per garantire quel mantenimento di posizioni che la “triade” attua da anni nel centrosinistra aquilano. A questo si aggiunga che Renzi ha palesemente sconfessato la classe dirigente locale del partito, dato che 16 milioni, nell’ambito del bilancio dello Stato e della reale capacità di trasferimento del Governo, sono una bazzecola da non potersi neanche tradurre in percentuale. Di fronte a ciò il Pd locale accende una diatriba che ha il solo scopo di disegnare e garantire il riposizionamento dei suoi maggiorenti da una parte e le aspirazioni della componente giovane dall’altra». (g.p.)

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