Cerchio, mostra dei ragazzi con sei installazioni

17 Gennaio 2015

CERCHIO. Sarebbe stato difficile per ragazzi di 12-13 anni raccontare il terremoto del ‘15. Troppo lontano nel tempo. Se invece quella tragedia la si fosse accostata al sisma dell’Aquila, i ragazzi...

CERCHIO. Sarebbe stato difficile per ragazzi di 12-13 anni raccontare il terremoto del ‘15. Troppo lontano nel tempo. Se invece quella tragedia la si fosse accostata al sisma dell’Aquila, i ragazzi avrebbero potuto parlare del terremoto come di un evento, i cui effetti devastanti possono essere evitati. È quanto è dato leggere nella mostra allestita dalla media di Cerchio (Istituto comprensivo di Pescina) al teatro. Una mostra che si avvale della forma espressiva dell'arte contemporanea. Guidati dall’insegnante di Educazione artistica, i ragazzi hanno realizzato sei “installazioni”. Due meritano particolare attenzione: “Errore” e “Secretum secretorum”. Il primo – un mucchio di sabbia mescolata a tavolette di legno – è di denuncia. Chiara l’allusione a chi, per profitto, costruisce case usando sabbia di mare al posto del cemento. Il secondo è di speranza. Rappresenta un serpente che si morde la coda: immagine tratta da un mosaico della cripta di Celestino V, all’Aquila. Il serpente è simbolo di vita e morte. La Marsica rinacque. Così sarà per l’Aquila. Per l’inaugurazione, Germano Di Mattia ha riproposto il documentario sulla chiesa di Collemaggio e su Celestino V.