Cgil: servono aiuti per le piccole aziende

21 Gennaio 2021

Appello di De Sanctis (Fiom) per le aziende locali del settore spazio e della difesa: «La politica si attivi»

L’AQUILA. «La politica si attivi per le piccole aziende locali che forniscono servizi al settore dello spazio e della difesa». A lanciare l’appello è la Fiom-Cgil. «Visto il disastro di cui il nostro territorio è stato testimone in relazione alla vergognosa vicenda Intecs, ormai approdata sui tavoli della Procura della Repubblica e della Corte dei Conti su iniziativa della Fiom-Cgil», afferma la segretaria provinciale del sindacato Elvira Simona De Sanctis, «ossia un vero e proprio spreco di risorse pubbliche degli abruzzesi, impegnate sulla Space economy, ma senza ritorni occupazionali, né sul territorio né in regione, si auspica che almeno questa volta, in occasione della cosiddetta ricostruzione post-Covid, la politica locale e regionale sia in grado di valorizzare alcuni punti di forza della nostra industria». La rappresentante dell’organizzazione di categoria analizza la situazione. «Come è noto, nella provincia dell’Aquila sono presenti importanti insediamenti industriali attivi nel settore dello spazio e della difesa e a vario titolo riconducibili alla Leonardo la quale, come si sa, è partecipata dallo Stato», afferma, «si sa altresì che il settore dello spazio e della difesa non sono stati colpiti dalla crisi dovuta alla pandemia e che anzi l'intero settore beneficerà di importanti finanziamenti anche a livello europeo. Sarebbe quindi importante che questa favorevole circostanza venga tenuta in alta considerazione da chi rappresenta e governa il territorio». Secondo De Sanctis, dunque, «si deve lavorare affinché sia rafforzato il legame tra queste grandi realtà e la costellazione di piccole e medie aziende fornitrici locali, affinché queste possano avere la garanzia di commesse strutturate e durature, significherebbe finalmente guardare con lungimiranza al futuro, rafforzare una competenza già presente, offrire opportunità di lavoro ai nostri giovani e riscattarsi rispetto agli imperdonabili errori commessi e già richiamati». La sindacalista conclude con un quesito: «Saranno in grado questa volta le nostre istituzioni di non tradire le giuste e sacrosante aspettative di un territorio affamato di lavoro?».
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