Cgil: tensioni senza reddito di cittadinanza

29 Settembre 2020

L’AQUILA. «Si annunciano gravi tensioni sociali per la scadenza dell’ultima rata del reddito di cittadinanza». È lo scenario prefigurato dalla Cgil che rimette al centro in particolare le...

L’AQUILA. «Si annunciano gravi tensioni sociali per la scadenza dell’ultima rata del reddito di cittadinanza». È lo scenario prefigurato dalla Cgil che rimette al centro in particolare le problematiche delle aree interne. Il sindacato sottolinea che in provincia i percettori del reddito di cittadinanza sono 5.381, ma l’erogazione del contributo coinvolge 12.407 persone considerati i loro familiari. «I beneficiari rischiano di restare senza soldi e privi di ogni alternativa, in attesa della possibilità di rinnovare la domanda per l’accesso al reddito di cittadinanza, che avverrà a seguito di specifiche da parte dell’ente previdenziale», affermano il segretario provinciale della camera del lavoro Francesco Marrelli e Dario Angelucci direttore del patronato Inca, «il governo infatti ha previsto nuovi strumenti di sostegno per le fasce più disagiate della popolazione, come ad esempio il reddito di emergenza, ad oggi limitato a tre mesi, ma gli stessi sono risultati incompatibili con il reddito di cittadinanza». La Cgil evidenzia in particolare che «nelle zone interne dell’Abruzzo le difficoltà di accesso al servizio pubblico ha reso tutto più problematico, soprattutto per i giovani e le donne». Per cui il reddito di cittadinanza «rischia di tradursi in uno strumento di mero assistenzialismo, che pure è importante per la sussistenza di una parte significativa della popolazione, ma nello stesso tempo non fa il paio con una capacità di riscatto individuale attraverso le possibilità date dal lavoro e dalla buona occupazione». Per il sindacato, insomma, «occorre rilanciare gli investimenti pubblici e privati, con un occhio di riguardo per le zone interne, che ora rischiano di sommare marginalità economica a marginalità sociale».