Chiesa di Barisciano depredata dai ladri

21 Luglio 2018

BARISCIANO. Barisciano è stracolma di preziosità artistiche come lascito e testimonianza di quell'umanità che nei secoli scorsi, pur tra mille difficoltà, tendeva a elevarsi coltivando arte e...

BARISCIANO. Barisciano è stracolma di preziosità artistiche come lascito e testimonianza di quell'umanità che nei secoli scorsi, pur tra mille difficoltà, tendeva a elevarsi coltivando arte e bellezza in tutte le sue espressioni. Ma nei giorni scorsi la chiesa di Santa Maria del Carmine è stata depredata dai ladri come informa Walter Salvatore, dell’associazione culturale Crogiuolo. «Tra i tanti gioielli del patrimonio collettivo», dice, «spiccava la chiesa dedicata a Santa Maria del Carmine. Un prezioso scrigno del '600 in cui erano raccolte tele, suppellettili e arredi di valore inestimabile. Valore inteso nella sua accezione più ampia dato che quello economico, seppur ingente, al confronto di ciò che l'insieme rappresenta per la collettività e la sua storia, appare del tutto marginale. In occasione di ogni terremoto c'è sempre chi fa a gara per mettere in sicurezza e proteggere il proprio patrimonio artistico e culturale riservandogli un'attenzione quasi maniacale su sollecitazione dei sindaci e della collettività che per primi ne pretendono salvaguardia e protezione. A Barisciano, evidentemente, non c'è stata, non c'è e probabilmente mai ci sarà la stessa sensibilità; e così la chiesa della Madonna del Carmine, oltre a non essere mai stata messa in sicurezza, subendo in questo la stessa sorte delle altre chiese danneggiate presenti nel comune, è stata, come le altre, lasciata in completo abbandono ed è così diventata facile quanto prevedibile preda dei ladri che di recente l'hanno depredata spolpandola di ogni cosa». «Ma “le vie del Signore sono infinite”», commenta amaramente, «e il furto, visto da un'altra angolazione, ha sì trafugato opere d'arte uniche e inestimabili ma al contempo le ha sottratte all'incuria e all'indubbia gran dose di ignoranza di quei personaggi che, per nove anni, hanno permesso che tali gioielli rimanessero incustoditi e a deteriorarsi all'interno di una Chiesa mai messa in sicurezza». Critiche anche al fatto che nessuno in paese ha diffuso la notizia pur essendo già nota.
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