Chiesa di San Pietro in gestione: riapre un gioiello dell’Abruzzo

MASSA D’ALBE. Riapre la chiesa di San Pietro ad Alba Fucens Il sindaco di Massa d’Albe, Nazzareno Lucci, ha sottoscritto il protocollo d’intesa con Mario Renzi, della Direzione regionale musei, che...
MASSA D’ALBE. Riapre la chiesa di San Pietro ad Alba Fucens Il sindaco di Massa d’Albe, Nazzareno Lucci, ha sottoscritto il protocollo d’intesa con Mario Renzi, della Direzione regionale musei, che affida allo stesso Comune di Massa la delega alla gestione della stupenda e suggestiva chiesa di San Pietro. Il Comune, a sua volta, ha affidato il servizio di apertura e chiusura della struttura ad Anna Maria Di Mattia, che, come si legge in una nota dell’amministrazione, da anni svolge «con cura e dignità l’attività di custode». La Di Mattia ha anche il compito di tenere aperti i bagni pubblici realizzati dal Comune nella piazza della scuola di Alba Ficens. «Per Massa d’Albe», ha sottolineato il sindaco Lucci, «questa è una giornata storica. I numerosi turisti, provenienti da tutto il mondo, che ogni anno vengono a visitare il sito archeologico di Alba Fucens, definita la Pompei d’Abruzzo, finalmente potranno ammirare la meravigliosa chiesa di San Pietro. E non solo. Avranno anche la possibilità di accedere più agevolmente al Borgo medievale, grazie alla strada di collegamento tra il sito e lo stesso Borgo che il Comune sta realizzando. Inoltre, dopo 72 anni dall’inizio della campagna di scavo, i turisti potranno usufruire dei nuovi bagni pubblici gratuitamente». Per rendersi conto dell’importanza della chiesa di San Pietro, basta citare Cesare Brandi: «Con questo dilagante restauro-falsificazione, quanto è stato fatto ad Alba Fucens, splende ora come la vetta del Velino coperta di neve». Così scriveva, nel 1999, lo storico d’arte in “Terre d’Italia”, sul restauro della chiesa di San Pietro, che sovrasta il sito romano di Alba, considerato dallo studioso «il restauro monumentale di gran lunga migliore che sia stato compiuto nel dopoguerra in Italia». Già tempio etrusco-italico nel III secolo, chiesa cristiana nel VI e abbazia benedettina nel XII, la chiesa di San Pietro nel terremoto del 1915 fu ridotta a un cumulo di macerie. L’opera di restauro, eseguita nella seconda metà del Novecento, con una speciale tecnica, riuscì a riportare la chiesa al suo antico splendore. Tanto da lasciare ammirati i tanti turisti che ogni anno la visitavano. Lo scoppio della pandemia, purtroppo, ha impedito l’accesso alla chiesa a quanti venivano a visitarla. Alla riapertura, la Direzione regionale musei, che prima l’aveva gestita, non disponendo di personale, ha chiesto la disponibilità ai Comuni. Massa d’Albe ora l’ha data.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

