Chiesa di Santa Maria Paganica: slitta ancora l’inizio dei lavori

24 Aprile 2022

Il cantiere rischia di non partire in estate come stabilito. Il progetto è stato nuovamente cambiato L’edifico sacro di fronte al Maxxi è ancora puntellato. E poi c’è il problema dei fondi insufficienti  

L’AQUILA. Nel cuore del centro storico, di fronte a Palazzo Ardinghelli, oggi prestigiosa sede del Maxxi, per la chiesa di Santa Maria Paganica sembra non voler proprio arrivare il momento della ricostruzione.
I puntelli e la copertura provvisoria non riescono a nascondere le profonde ferite sulle antiche murature dell’edificio, causate dal terremoto ormai 13 anni fa. Le opere realizzate nel post-sisma avrebbero dovuto lasciare spazio, nel giro di pochi anni, ai lavori di recupero. Ma per l’apertura del cantiere bisognerà aspettare ancora mesi.
UN PROGETTO SENZA PACE
A luglio scorso è stato presentato quello che sarebbe dovuto essere il progetto esecutivo per il ripristino dell’edificio ecclesiastico: l’obiettivo era avviare i lavori per l’estate ormai alle porte. Da allora, tuttavia, molte cose sono cambiate ed è stato redatto un nuovo progetto per la chiesa, migliorativo rispetto al precedente, che ancora però aspetta di essere autorizzato da tutti gli enti preposti. Non è la prima volta che si modificano gli elaborati. Un primo progetto era stato commissionato dalla diocesi, proprietaria dell’edificio, subito dopo il terremoto, ma nel 2015 la competenza delle chiese è passata al ministero. L’elaborato era stato dunque revisionato e approvato anche dagli uffici del Segretariato regionale ai beni culturali e della Soprintendenza e presentato, appunto, a luglio. A settembre scorso, tuttavia, il segretario regionale Nicola Macrì che inizialmente aveva assunto il ruolo di rup “ereditandolo” dal predecessore, Stefano D’Amico, ha deciso di lasciare l’incarico al collega Francesco Longobardi che, insieme al gruppo di progettazione, ha voluto apportare alcune modifiche al progetto.
Intanto, c’è stato anche un cambio al vertice della Soprintendenza. «La nuova responsabile, Cristina Collettini, ha ritenuto di valutare e revisionare il progetto che era stato predisposto dal gruppo di progettazione della parrocchia», spiega il direttore dei lavori, Augusto Ciciotti. «Sono quindi state date ulteriori indicazioni per migliorare l’elaborato». Nelle ultime settimane, dunque, è stato presentato un nuovo progetto, con alcune variazioni rispetto ai precedenti. È dunque impensabile che il cantiere parta in estate, come da cronoprogramma.
I FONDI
C’è anche da risolvere la questione della copertura finanziaria. Attualmente, infatti, sono a disposizione appena 5.400.000 euro, derivanti dal progetto “L’Aquila centro storico” che comprende anche il Duomo e le mura. Con questa copertura si potrà portare a termine soltanto un primo lotto di lavori: la chiesa complessivamente, infatti, avrebbe bisogno di un intervento di circa 20 milioni. «Ci sono rassicurazioni del ministero sull’inserimento di questi fondi nella nuova programmazione economica» continua Ciciotti. «Ci auguriamo, dunque, di averli presto a disposizione».
IL RECUPERO
L’intervento sarà rispettoso della storia della chiesa, si procederà sulla base di dati fotografici, bibliografici e documentali, per riproporre la spazialità così com’era, ma saranno introdotte integrazioni: ci sono ampie porzioni di murature da ricostituire per garantire la stabilità di tutto l’organismo. «Dovrà essere programmato a breve un incontro con l’Arcidiocesi e la parrocchia per condividere le variazioni al progetto, che poi dovrà essere acquisito dal Segretariato», conclude l’architetto. «Verranno inoltre chieste le necessarie autorizzazioni di Soprintendenza e Genio civile, dovrà essere portata a termine la verifica preventiva e, una volta ottenuto il rapporto di verifica da parte di una società esterna, il rup potrà validare l’elaborato che poi andrà a gara». Insomma, prima che il cantiere possa vedere la luce passeranno diversi mesi, nella migliore delle ipotesi.
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