Chiodi tra gli sponsor di Di Benedetto Ecco i dettagli delle spese elettorali

6 Maggio 2018

Quanto hanno speso, lo scorso anno, consiglieri e candidati sindaco per sostenere la propria corsa al seggio? La legge stabilisce limiti precisi alle spese elettorali. Per i candidati sindaco, nei...

Quanto hanno speso, lo scorso anno, consiglieri e candidati sindaco per sostenere la propria corsa al seggio? La legge stabilisce limiti precisi alle spese elettorali. Per i candidati sindaco, nei Comuni con popolazione tra 15mila e 100mila abitanti, il tetto non può superare l’importo massimo derivante dalla somma della cifra fissa di 25mila euro e dell’ulteriore cifra di un euro per ogni cittadino iscritto nelle liste elettorali. Nel caso dell’Aquila 84mila euro. Per i candidati consiglieri, invece, il limite è fissato a una cifra risultante dalla somma di un importo fisso di 5mila euro e di un’ulteriore cifra pari al prodotto di 0,05 per ogni iscritto nelle liste elettorali. Tra i candidati sindaco, ad aver speso di più è Americo Di Benedetto, la cui campagna è costata 70mila 80 euro, di cui 7mila 730 euro versati di tasca propria. I restanti 62mila 350 sono stati donati da persone fisiche e aziende. Tra queste ultime, ci sono la Csa (3mila euro), la Fratelli Chiodi Costruzioni (1500 euro, nella foto Corrado Chiodi), la Edil 2000 (3mila euro), la Aterno Costruzioni (1000 euro). Non sono stati specificati, invece, i nomi dei donatori privati, che in totale hanno contribuito con 15mila 600 euro. Nella rendicontazione fornita da Di Benedetto non figurano contributi elargiti dal suo partito, il Pd. Cosa che invece è avvenuta per Pierluigi Biondi: dei 41mila e 652 euro spesi dal primo cittadino (6mila 562 dei quali versati di tasca propria), 9mila 780 risultano provenire da Fratelli d’Italia, il suo partito. Dei 34mila 355 euro raccolti tra donatori privati, invece, 7mila 575 sono ascrivibili a persone fisiche (la cui identità, come nel caso di Di Benedetto, non è stata resa nota) mentre il resto è stato versato da aziende e società, alcune delle quali sono le stesse che hanno finanziato anche Di Benedetto. Tra i consiglieri, il più “spendaccione” è stato Guido Liris (Forza Italia) con 7mila 477 euro. Segue Carla Cimoroni con 6mila 723 euro. La consigliera della Coalizione sociale, però, era uno dei candidati sindaco e aveva, come limite, 84mila euro. Ci sono anche consiglieri che hanno dichiarato di non aver speso nulla, nemmeno 50 euro per un pacchetto di santini. Tra questi, Vito Colonna, Elisabetta De Blasis (Fi) e Antonio Nardantonio (Pd). (ro.ci.)