Chirurgia dell’obesità: in 6 anni 600 interventi

26 Gennaio 2016

L’ospedale di Sulmona si conferma l’unico centro d’eccellenza in Abruzzo Nessun decesso e il 70 per cento dei pazienti proveniente da fuori regione

SULMONA. Il reparto di Chirurgia dell’ospedale sulmonese si conferma un’eccellenza. Coi suoi 600 interventi in 6 anni su malati ad altissimo rischio (anche di 200 chili di peso), senza alcun decesso e col 70 per cento di loro proveniente da fuori regione, ha ottenuto il riconoscimento di centro altamente specializzato dalla Società italiana della chirurgia dell’obesità (Sicob).

Unico in Abruzzo a ottenere la certificazione, il servizio si è occupato di pazienti dai 18 ai 60, due terzi dei quali donne. Un’investitura che premia una lunga attività, iniziata nel 2010 e che ha conquistato ampie fette di utenza da regioni del Centro-Sud (in primis il Lazio e a seguire Puglia, Campania e Calabria, equivalenti al 70% dell’utenza complessiva). Il riconoscimento da parte della Sicob è arrivato nei giorni scorsi come premio al lavoro avviato nel 2010. La chirurgia antiobesità del presidio peligno, di cui è responsabile Paolo De Meis e che rientra nella chirurgia generale diretta da Maurizio Tempesti, fa persino meglio di ciò che chiedono i severi requisiti Sicob: circa 100 interventi all’anno a Sulmona (rispetto ai 50 minimi richiesti) e una gamma di trattamenti superiore a quella indicata. In reparto, infatti, si fanno piccoli fori in chirurgia laparoscopica, con meno sofferenza per il malato, degenze più brevi e recuperi più veloci. Gli oltre 600 soggetti, operati nell’arco degli ultimi 6 anni, erano affetti non da semplice sovrappeso (che resta al di fuori del trattamento chirurgico e che si fronteggia con diete e altro), bensì da obesità patologica, che può superare i 200 chilogrammi e che abbassa drasticamente la qualità di vita del paziente.

La massa patologica in eccesso di adipe (basata sul rapporto tra altezza e peso) rende il paziente ad alto rischio di malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione. Per questo richiede un apparato ospedaliero che comprenda, oltre alla chirurgia, i reparti di Rianimazione, Utic e Centro trasfusionale. In aggiunta, è necessario un pool di specialisti, adeguatamente formati in centri d’eccellenza, composto da nutrizionista, pneumologo, cardiologo, anestesista-rianimatore, endoscopista, psicologo, neurologo, diabetologo, angiologo e endocrinologo.

Tutti requisiti di cui l’ospedale di Sulmona è in possesso e che, unitamente all’alto tasso di difficoltà degli interventi effettuati, gli hanno fatto guadagnare il riconoscimento. Ne è prova l’assenza di decessi in 6 anni, nonostante gli obesi patologici corrano un pericolo 10 volte superiore di arresto cardiaco. Per accedere al servizio basta prenotarsi al Cup.

Federica Pantano

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