Chiude Di Tana foto 52 anni di scatti raccontano Celano

Dalla sua macchinetta immagini di proteste e processioni Il titolare: quando prestavo giacche e cravatte agli emigranti
CELANO. Dopo 52 anni chiude i battenti un pezzo di storia della città. Titoli di coda per Di Tana foto, il negozio di fotografia che ha raccontato con i suoi scatti la quotidianità di Celano per oltre mezzo secolo.
Vittorio Di Tana, originario di Sulmona, da piccolissimo si trasferì con la famiglia ad Avezzano dove il padre faceva il ferroviere. All’inizio degli anni ’60 ha deciso di aprire il suo laboratorio fotografico in piazza IV Novembre a Celano. Una vita intera dietro la macchina fotografica. «Il mio primo servizio è stato sulla processione del Corpus Domini del 1963», racconta Di Tana, «e qui a Celano mi sono trovato subito bene, accolto con grande affetto da tutti». Il fotografo è entrato nelle case, molte delle quali allora modeste, dei celanesi. Ha immortalato volti e paesaggi e fotografato anche funerali, con le immagini da inviare all’estero a chi era emigrato e non poteva essere vicino ai propri cari. «Ricordo quando chi stava lasciando l’Italia per trovare lavoro veniva da me. A tanti, per fare la foto del passaporto, prestavo una camicia e una cravatta che avevo in negozio, così come un rossetto per le donne. Allora era una rarità, non come oggi».
«Una volta feci una fototessera per un signore di Celano che tornò e, non contento, me la buttò sul bancone. Dopo un po’ se la riprese e da allora è stato sempre un mio cliente. Un’altra volta dovevo fare un servizio per un matrimonio, ma lo sposo non si presentò».
Tra i ricordi anche quello del centenario dei Santi Martiri nel 1977, la manifestazione di protesta alla stazione ferroviaria, con il materiale che fu prelevato dalla questura. Di Tana è stato il fotografo di molte generazioni, quelle dei compleanni in casa, delle processioni del Venerdì Santo, quando con la sosta a Santa Maria Valleverde, veniva preso d’assalto dai genitori dei bambini per farli immortalari vestiti da angioletti o madonnine. È stato ed è con la sua famiglia una figura molto conosciuta e stimata a Celano. I politici di allora, sia della Dc che del Pci, lo ammiravano per la sua professionalità. Oggi scrive la parola fine su un’avventura non solo commerciale. In un momento in cui ormai basta un telefonino per scattare foto in digitale, sembrano preistoria i tempi in cui le foto si dovevano sviluppare e dietro la macchinetta ci voleva un professionista. «Non sono stato bene, il lavoro è sceso», ha concluso non senza emozionarsi, «è il momento di chiudere».
Dante Cardamone
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