Chiusura di due asili nido Mobilitazione e proteste
Domattina alle 10.30 prevista la manifestazione organizzata dalle educatrici La Cgil attacca l’amministrazione comunale: bisogna fare chiarezza
L’AQUILA. Si allarga la vicenda della mancata riapertura di due asili nido comunali. La decisione dell’amministrazione comunale coinvolge le educatrici delle strutture di Pile e Pane Tau, che restano chiuse a causa dell’applicazione del Jobs Act, ma anche le famiglie che dovranno fare a meno del servizio. E in vista della manifestazione di protesta in programma domani, quando il problema sarà affrontato anche dalla quinta commissione consiliare, insorgono i sindacati e fanno sentire la loro voce le 16 dipendenti delle Cooperative sociali, che affiancano da anni le maestre. In questo panorama , irrompe lo strappo politico fra la senatrice del Pd Stefania Pezzopane, che fa leva sulla circolare del 2 settembre del ministro Madia e invita il Comune a rinnovare i contratti al personale precario, e il sindaco Massimo Cialente e l’assessore Betty Leone, che ritengono invece impraticabile la strada della proroga. Intanto, domani alle 10.30, è previsto il presidio davanti all’asilo Primo maggio, a Pile, promosso dalle 20 educatrici, al quale sono stati invitati genitori, sindacati e rappresentanti delle istituzioni. Anche le dipendenti della cooperativa saranno presenti: «Dal 2001, negli asili nido Primo maggio e del Viale» scrivono «vengono impegnate anche fino a 16 dipendenti delle Cooperative sociali, educatrici e ausiliarie, che per esigenze di carattere integrativo e per sostituzione di dipendenti comunali, lavorano unitamente al personale del Comune, al fine di assicurare la continuità del servizio. Nell’ambito di questo rapporto che dura ormai da quasi quindici anni, ci siamo assunte l’onere e l’onore di creare un contesto educativo in grado di sviluppare le potenzialità di crescita affettive, cognitive e relazionali dei bambini di generazioni di famiglie aquilane, che non ci hanno mai fatto mancare collaborazione e attestazioni di stima. Il servizio dell’infanzia è un bene per il bambino e per i genitori, ma soprattutto è un investimento per l’intera comunità e va difeso». Di «sconcerto» per l’evolversi della situazione, parla il segretario della Fp-Cgil Rita Innocenzi: «Le notizie di queste ore, inerenti l'impossibilità da parte del Comune di procedere alla proroga dei precari degli asili nido, destano molta preoccupazione e un legittimo senso di sconcerto. Del resto, dopo aver incentrato le argomentazioni sui limiti alla proroga derivanti dalle norme, all'uscita della circolare Madia – interpretata positivamente dal resto d'Italia – ci si aspettava da parte del Comune un comportamento diverso: invece, ancora una volta è il diktat del settore Personale a orientare le scelte. Anziché condividere con la senatrice Pezzopane la posizione già espressa e chiederle di farsi garante con il Governo, sembra che si sia alla ricerca di elementi per non procedere. Ci aspettiamo chiarezza e si che si tenga l'incontro che abbiamo immediatamente richiesto».
Anche Assocasa Ugl parteciperà al presidio: «Una società civile si vede da come tratta gli anziani e i bambini. Con la chiusura degli asili comunali l'amministrazione dimostra insensibilità verso il pianeta infanzia. La volontà politica che emerge è quella di liberarsi del servizio diretto e affidarlo ai privati. Anche il nido storico del Viale subirà la stessa sorte: infatti tutte le puericultrici che vi lavorano stanno arrivando all’età della pensione e se non c'è un cambio generazionale, subirà la stessa fine e subentrerà il privato».
Romana Scopano
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