Chiusura di Leonardo a Carsoli: sciopero di 8 ore dei lavoratori

8 Maggio 2022

Lo stabilimento marsicano è tra i cinque che il gruppo Finmeccanica intende accorpare in Italia Domani la protesta, previsto anche un sit-in dei dipendenti davanti al ministero dell’Economia 

CARSOLI. I lavoratori di Leonardo incrociano le braccia in segno di protesta contro la paventata chiusura. Il sito di progettazione e sviluppo di Carsoli, dove lavorano dodici ricercatori e tecnici specializzati, è tra quelli inseriti nel piano di “razionalizzazione” degli stabilimenti italiani (5 in tutto) della divisione elettronica dell’azienda del gruppo Finmeccanica attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza. Lo stabilimento della Piana del Cavaliere, quindi, nonostante le tante rassicurazioni ricevute nei mesi passati, sarà tra quelli che a breve chiuderà e il personale, altamente specializzato, sarà progressivamente spostato nel Lazio, in un altro sito Leonardo. I lavoratori, in segno di protesta, hanno deciso di aderire allo sciopero di 8 ore proclamato per la giornata di domani. La protesta contro la decisione di Leonardo (azienda partecipata dallo Stato) di chiudere in Italia i 5 siti della divisione elettronica prevederà anche un presidio a Roma, davanti al ministero dell’Economia e Finanze e al ministero dello Sviluppo economico. «Il piano di razionalizzazione per la divisione Elettronica elaborato dalla Leonardo», ha commentato Elvira De Sanctis, segretaria Fiom-Cgil provinciale, «che appunto porterebbe alla chiusura di 5 siti, penalizza in modo significativo il nostro territorio che, stando alle dichiarazioni dell’azienda, verrebbe definitivamente depauperato sia di occupazione che di conoscenze e competenze». Il sito Leonardo di Carsoli costituisce un centro di eccellenza nella progettazione, sviluppo e produzione di trattamenti superficiali di lenti (trattamenti ottici) per applicazioni militari, aerospaziali e civili, i cui campi di applicazione vanno dall’osservazione della terra e dell’universo all’aeronautica civile e militare. La segretaria provinciale della Fiom-Cgil ritiene che «un’azienda come Leonardo, il cui azionista principale è lo Stato, attraverso il ministero dell’Economia e Finanze, non possa permettersi di ridimensionare la sua presenza sia dal punto di vista industriale che occupazionale su un territorio come il nostro, già colpito da un pesante processo di deindustrializzazione. Dovrebbe piuttosto consolidarla e rafforzarla, e così contribuire allo sviluppo della nostra provincia».
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