Cialente a Diaconale: noi non ricorriamo alle intimidazioni

6 Marzo 2015

L’AQUILA. «Vorrei rassicurare il presidente del Parco Gran Sasso-Monti della Laga, Arturo Diaconale: il Comune dell’Aquila non ha mai fatto ricorso a metodi mafiosi e alle intimidazioni, appartenendo...

L’AQUILA. «Vorrei rassicurare il presidente del Parco Gran Sasso-Monti della Laga, Arturo Diaconale: il Comune dell’Aquila non ha mai fatto ricorso a metodi mafiosi e alle intimidazioni, appartenendo queste ad altre culture e comportamenti. La giunta ha dato mandato al proprio ufficio legale di fare ricorso contro le modalità con le quali si è proceduto alle votazioni per l’elezione dei rappresentanti del Parco, poiché l’istituto della delega è previsto che venga utilizzato dal sindaco per nominare un suo vicario interno e non per delegare altri Comuni».

Tra il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e il presidente del parco Gran Sasso è ormai scontro aperto. Diaconale, dopo le critiche del Comune sulle nomine del consiglio direttivo, aveva detto di «non volersi piegare alle intimidazioni».

Frase che ha suscitato la reazione di Cialente. «Proprio perché il presidente, Diaconale, ha rivendicato nella vicenda il ruolo di notaio, lo abbiamo chiamato in causa perché non ha applicato le procedure certe e non perché responsabile degli aspetti politici della vicenda. Circa la sostituzione dell’impianto delle Fontari, invece», incalza Cialente, «è chiaro a tutti che gli ostacoli all’attuazione del piano d’area, approvato da anni, sono da ricondurre al fatto che dopo ben quasi tre lustri, permangono le norme di salvaguardia (sono ancora legittime?), poiché non si è stati capaci di approvare il piano territoriale o il piano regolatore». Cialente fa notare come «invocare lungaggini burocratiche sia, ormai, un alibi italiano. La verità è che questo ritardo è ormai inaccettabile e dovrà essere rimosso nel giro di pochi mesi perché sta creando danni irreparabili agli abitanti di un parco nazionale antropizzato che vede, nell’assoluto rispetto dell’ambiente, le occasioni di un irrinunciabile e vitale sviluppo eco-sostenibile».

Monica Pelliccione

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