Cialente: non faccio rimpasti, decida il Pd sul dopo-Moroni

7 Febbraio 2015

Il sindaco: la verifica ci sarà ma sui grandi temi da affrontare L’ex assessore continuerà ad occuparsi della Perdonanza

L’AQUILA. Un addio «forzato» alla giunta Cialente, «ma non alla politica, perché non mi sento superato. Sono stato costretto a scegliere tra il ruolo di amministratore e la carriera lavorativa. Vado via senza alcuna macchia, con qualche buon risultato e non senza polemiche verso una legge che costringe me ed altri, nelle mie stesse condizioni, a lasciare per incompatibilità». Dopo 21 anni trascorsi al Comune dell’Aquila, prima come esterno nella giunta Centi, poi per due consigliature all’opposizione e quindi dal 2008 nella squadra di governo del sindaco Cialente, Alfredo Moroni – nominato direttore amministrativo dell’Arta – ha ufficializzato ieri le sue dimissioni da assessore. E lo ha fatto in una conferenza stampa tenuta con il sindaco Cialente e il presidente del consiglio Carlo Benedetti, alla presenza dei suoi ormai ex colleghi di giunta, di consiglieri ed esponenti del Pd. «Nessuna esperienza è paragonabile a quella maturata in questi difficili anni e ringrazio Massimo Cialente con cui ho condiviso problemi, drammi, soddisfazioni e difficoltà che ci hanno messo a dura prova. Come sindaco nessuno avrebbe potuto fare meglio di lui», ha aggiunto Moroni. «Ci siamo sostenuti a vicenda nei tanti momenti difficili, anche in quella drammatica notte subito dopo il terremoto, in cui provarono, senza riuscirci, a toglierci ogni cosa, ad uccidere la città». Ringraziamenti per tutti, per Benedetti e il consiglio comunale, «per i cittadini che in questi anni mi hanno dato fiducia», per la stampa, «ma non per quella che svolge un ruolo insidioso perché non al servizio della verità». Poi un lungo elenco delle cose fatte in questi anni dal suo assessorato, zeppo di deleghe “pesanti”, sul fronte della ricostruzione pubblica, delle opere realizzate e di quelle messe in cantiere. Quindi l’ambiente e la smart city, «un processo ormai ben avviato», e la Perdonanza celestiniana, «un evento realizzato senza debiti. Lascio il mio posto e creo qualche difficoltà al sindaco. Ma forse», ha chiuso Moroni, «ciò semplificherà il percorso dell’amministrazione turbato dalle fibrillazioni degli ultimi periodi». Un riferimento chiarissimo alla lotta che si è aperta nel Pd per la sua sostituzione in giunta. Una querelle dalla quale Cialente si è subito tirato fuori. «La scelta dovrà farla il Pd», ha detto il sindaco. «Sono per il ricambio, ma ora serve una persona di grande esperienza e conoscenza della macchina amministrativa. Aspetto una proposta, poi ne discuteremo insieme. Io avrò molto rispetto». I papabili restano due: il capogruppo Maurizio Capri, (a questo punto favorito) e il consigliere Stefano Palumbo. Ma sembra scontato lo spacchettamento delle deleghe finora affidate a Moroni «che, però, continuerà ad occuparsi, da volontario», ha annunciato Cialente, «di Perdonanza e forse anche di altro». In quanto alla verifica e al rimpasto, Cialente è stato perentorio: «Vorrei fosse chiaro che saremo noi a chiedere la verifica, rivendicando i risultati sin qui ottenuti seppur tra mille difficoltà. Non mi interessa un confronto su rimpasti e staffette. La verifica dovrà riguardare soprattutto i grandi temi che dovremo affrontare, a cominciare dalla Legge per L’Aquila e dalla sanità che qui è diventata di “classe”. Il rimpasto ci sarà solo se dopo la verifica saranno i partiti a chiederlo. Vedremo se emergerà la necessità di rimodulare le deleghe, ma questo non è un autobus su cui salire o scendere per ambizioni personali». (m.m.)

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