Cialone, l’ultimo viaggio nella sala del Consiglio

Stamani dalle 9 alle 12 l’omaggio all’architetto ambientalista scomparso a 69 anni L’ex assessore comunale stroncato da un malore riposerà nel cimitero di San Vittorino
L’AQUILA. Stamani la città darà l’ultimo saluto a Giovanni Cialone, architetto, ambientalista, ex assessore (nella giunta di centrosinistra guidata dal 1994 al 1998 da Antonio Centi), deceduto a 69 anni a causa di un infarto. Il sindaco, Pierluigi Biondi, ha autorizzato per oggi, dalle 9 alle 12, l’allestimento della camera ardente nella sala del consiglio comunale di Villa Gioia. La decisione è scaturita su richiesta della famiglia e in accordo col presidente dell’assise Roberto Tinari. La polizia municipale sarà presente con il Gonfalone. Cialone riposerà nel cimitero di San Vittorino.
IL DOLORE DELLA CITTÀ. Sin da due notti fa (la notizia si è diffusa intorno alle 22 di giovedì) e per tutta la giornata di ieri si sono moltiplicati i messaggi di cordoglio dei suoi tanti amici. Un vero e proprio abbraccio collettivo per un uomo stimato anche da chi non la pensava come lui. Impossibile dare conto di tutti i messaggi. Eccone alcuni. Il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci lo ha definito «un uomo libero, autentico, compagno, amico. Lascia un grande vuoto e un dolore immenso. Grazie per tutto quello che ci hai insegnato e quello che hai dato alla nostra comunità». Il presidente del consiglio comunale Roberto Tinari ha scritto: «Se n’è andata una persona perbene, onesta, leale combattiva, corretta nei modi e nelle maniere. Mai banale». La consigliera comunale Carla Cimoroni ha ricordato il Cialone combattente: «La morte all’improvviso, nel cuore dell’ennesima battaglia. Te ne vai troppo presto. Troppo presto per te e soprattutto per questa comunità aquilana, pigra nel recepire i tuoi stimoli. Avevo ancora mille cose da chiederti e da imparare da te. Ti rileggerò con ancora più attenzione di prima, ma so già con rabbia e rammarico che non sarà la stessa cosa». Per il segretario del Pd abruzzese Michele Fina «Cialone mancherà a me e sono sicuro che mancherà a tanti. I numerosi messaggi di cordoglio sono una chiara testimonianza del valore della persona, del cittadino, dell’attivista». Per Dante Caserta, consigliere nazionale del Wwf, «dopo Walter Mazzitti, con Cialone scompare un altro protagonista di una fase storica del Parco del Gran Sasso. Fase che ho vissuto da vicino. Non sempre siamo stati d’accordo su scelte e strategie per il territorio, ma il suo amore per questa terra e le sue competenze erano fuori dubbio. E ne ho potuto apprezzare anche la simpatia e la carica umana. L’ultimo messaggio che mi aveva inviato era stato sulla proposta di taglio al Parco regionale Sirente-Velino. Era preoccupato e pronto a fare la sua parte per impedirlo». L’ex consigliere comunale Goffredo Palmerini ricorda di averlo avuto come «collega in giunta nell’amministrazione Centi, lavorammo insieme con grande impegno e passione, com’era sua abitudine, con un rigore intellettuale che non faceva sconti, anche se apertissimo al dialogo. L’Aquila perde uno dei suoi figli più appassionati nella difesa e nella valorizzazione delle bellezze naturalistiche e ambientali, archeologiche, artistiche e architettoniche». Alfonso De Amicis, che con Cialone ha condiviso molte battaglie ambientaliste, scrive: «È una perdita per tutti. I suoi interessi sono stati molteplici, interdisciplinari. Dalla politica all’ambiente, all’arte, l’archeologia, la montagna. Ha fatto un pezzo di storia del territorio». Antonietta Centofanti ne fa un ritratto dolcissimo: «Lo avevo sentito tre giorni fa. Abbiamo parlato del vino ad alta quota, delle donne che lo producono, della bellezza e dei problemi dell’Abruzzo montano. Delle battaglie e delle sconfitte. Mentre chiacchieravamo scherzava col nipotino. Felice di potersene occupare. E ho pensato che quel bambino era veramente fortunato ad avere un nonno come Giovanni. Saremo tutti più soli senza di te». Il Centro Servizi per il Volontariato dell’Aquila ricorda con «commozione e affetto l’amico e compagno di tante avventure e protagonista attivo della vita associativa. Assiduo frequentatore della Casa del Volontariato per gli incontri della condotta Slow Food, ha messo a servizio le sue competenze dedicandosi con passione alla formazione dei volontari di Servizio Civile impegnati in progetti di salvaguardia del territorio e tutela dell’ambiente». I compagni e le compagne della Cgil ne piangono «la morte prematura e improvvisa». «Accanto a lui abbiamo percorso un lungo cammino di analisi, lotte e prospettive. È sempre stato l’amico compagno al quale rivolgerci e col quale condividere piattaforme e progetti. Particolarmente attento alla terra e al territorio, era per noi riferimento per ogni questione ambientale e avevamo la certezza della sua partecipazione alle nostre discussioni, che porteremo avanti con la passione e la determinazione che lui ci ha insegnato e che, già patrimonio della nostra organizzazione, da oggi assumono il valore aggiunto della promessa di non arrenderci che facciamo a uno di noi che ci lascia». Per il professor Enzo Vivio era «un caro amico, con cui ho condiviso alcuni anni di università, e poi la passione politica, l’archeologia e la tutela del territorio. Un impegno che sentiva come un dovere civico, spendendosi con generosità e coraggio in nome del bene comune. La sua coerenza dava certo fastidio, in un mondo dominato dall’individualismo sfrenato e dall’arrivismo».
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