Cibus, l’opposizione critica la giunta: «Siete dei dilettanti»

Cipollone, Cipolloni e Di Fabio: gli scontri nel centrosinistra ci hanno fatto perdere una struttura importante per la città
AVEZZANO. Lotte interne nell’ambito dei partiti di governo e di gestione nelle istituzioni locali e dilettantismo macroscopico di tutti i politici che si sono occupati del progetto. Sono queste le cause che avrebbero fatto “fallire” la realizzazione del progetto “Cibus” ad Avezzano, causandone il trasferimento a Carsoli, secondo i consiglieri comunali di minoranza al Comune di Avezzano, Italo Cipollone, Lino Cipolloni e Antonio Di Fabio. Un progetto a cui avevano già dato disponibilità alla partecipazione le università di Teramo e dell’Aquila, che mirava anche alla valorizzazione delle imprese legate al territorio di Avezzano e del Fucino. «Il progetto del centro museale abruzzese per la promozione, valorizzazione, ricerca e innovazione del cibo di ieri, oggi e domani, sinteticamente definito “Cibus”», commentano i tre consiglieri, «promosso dal Patto territoriale, prevede un finanziamento del ministero dello Sviluppo economico, di 2,5 milioni di euro e avrebbe potuto rappresentare per la struttura di ricerca del Crab, in questa fase di riorganizzazione di tutti i centri della regione, un momento di “fiducia”. Oltre che valorizzare le capacità tecnico-scientifiche del lavoro che ogni giorno si svolge nel centro avezzanese».
«Le cause che hanno portato al trasferimento della realizzazione del progetto al centro fieristico di Carsoli», incalzano Cipollone, Di Fabio e Cipolloni, «sono due. Una è riconducibile alle lotte interne nei partiti di governo e di gestione nelle istituzioni locali, che probabilmente traggono origine dall’ultima tornata elettorale regionale, che attualmente favoriscono la Marsica occidentale a scapito della città di Avezzano. Così facendo, però, le lotte politiche hanno contribuito a recare un danno importante per l’intero territorio marsicano. La seconda è la conseguenza di un dilettantismo macroscopico di tutti gli attori intervenuti nella gestione politica e tecnica di “Cibus”, i quali non hanno saputo o voluto comprendere e interpretare l’importanza della portata di tale progetto». «Le incomprensioni», concludono, «che si sono create nel corso delle ultime riunioni tra i soci e i componenti del consiglio d’amministrazione del Patto territoriale presieduto da Loreto Ruscio, hanno determinato “dissapori e vendette”, che nulla hanno a che fare con l’interesse generale della Marsica. A noi invece sembra più una vendetta “politica” nei confronti del Comune di Avezzano e dei suoi amministratori».
Magda Tirabassi
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