Ciciotti: ora chi pagherà la fattura Telecom?
Capistrello, ancora polemiche dopo la bolletta da 60mila euro per l’uso di un telefonino comunale
CAPISTRELLO. Le spese pazze per i telefonini tengono banco in paese. «Per le spese telefoniche di oltre 60mila euro di cui la giunta si dice estranea», dichiara Francesco Ciciotti, consigliere comunale di minoranza, della lista “Partecipazione e sviluppo”, «generate forse da Babbo Natale o da qualche alieno, attendiamo il completamento delle indagini per accertare a cosa sono riconducibili e chi le ha generate. Alla comunità non interessa il nome di chi ha fatto il traffico telefonico o internet bensì in che modo verranno pagate le fatture Telecom. Poi chi ha sbagliato dovrà pagare. Il danno erariale risulta troppo evidente». Poi Ciciotti chiama in causa l’assessore Francesco Piacente, che in un’assemblea pubblica ha spiegato ai cittadini la revoca pubblicata come legge sulla Gazzetta ufficiale, di un finanziamento dello Stato di 635mila euro, destinato a lavori pubblici.
«La giunta Lusi», osserva, «strumentalizza quello che è il mio senso di responsabilità. Da parte mia nessun dietrofront. Ho votato, insieme al resto del consiglio comunale, la delega alla giunta affinché si attivi con azioni politiche e istituzionali», commenta Ciciotti, «per tentare in qualche modo di ottenere l’assegnazione di nuove risorse statali. Continuo infatti a credere che il metodo scelto dall’amministrazione comunale di voler tentare ricorso davanti al Tar, non sia il modo giusto. Questo perché ormai la revoca dei finanziamenti, firmata dal ministro Pier Carlo Padoan è legge».
«I finanziamenti», aggiunge Ciciotti, «sono stati revocati per l’irresponsabilità della giunta del sindaco Antonino Lusi, che prima ha revocato alcune delibere della precedente amministrazione in cui già era stato previsto il finanziamento, poi ha apportato variazioni ad altre. Senza però alla fine appaltare i lavori e riuscire ad attestarli alla ragioneria di Stato che ha così definitivamente revocato i fondi. Le vie da intraprendere sono dunque altre e il fatto che abbia votato la delega insieme al resto del consiglio è solo per senso di responsabilità». (m.t.)
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