Ciciotti si dimette in attesa della libertà

Lascia il sindaco arrestato per corruzione: «Ci sono personaggi che vogliono lo sfascio solo per tornaconto personale»
CAPISTRELLO. Si è dimesso dalla carica di sindaco, lasciando una comunità che «ha al suo interno personaggi che perseguono unicamente lo sfascio e sterili polemiche di parte per puro calcolo politico o tornaconto personale». Francesco Ciciotti lascia la guida del Comune di Capistrello senza risparmiare accuse. Finito agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta su presunti illeciti negli appalti comunali e già sospeso dal prefetto dell’Aquila, ieri mattina Ciciotti ha comunicato le proprie dimissioni con una nota indirizzata al presidente del consiglio Orazio De Meis, al segretario comunale Cesidio Falcone e alla prefettura.
«AMATO PAESE». Una decisione «maturata con notevole sofferenza», ha evidenziato Ciciotti, e che «trae origine da motivazioni di natura personale e, pertanto, devono essere intese come assolutamente irrevocabili». E ha aggiunto: «Ho cercato di interpretare il mio ruolo con onestà, diligenza, abnegazione e spirito di servizio dedicando il mio tempo, i miei impegni, le mie azioni nella consapevolezza di avere agito esclusivamente per il bene della comunità del mio amato paese».
COMMISSARIO IN ARRIVO. Tra venti giorni le dimissioni diventeranno efficaci, inizieranno le procedure di scioglimento del consiglio comunale e cesseranno tutte le cariche politiche. Il Comune di Capistrello verrà commissariato in attesa di nuove elezioni, quasi certamente la prossima primavera. Francesco Ciciotti, 66 anni, è sindaco di Capistrello dal 2015, eletto nella lista civica “Partecipazione e sviluppo”. Il suo arresto è scattato martedì 20 novembre con le accuse di concussione, corruzione e turbata libertà degli incanti. Da quella data è agli arresti domiciliari. Secondo le accuse mosse dalla Procura, dopo le indagini portate avanti dal nucleo investigativo dei carabinieri dell’Aquila agli ordini del maggiore Edoardo Commandè, il sindaco ha commesso una serie di illeciti nel corso dell’attività amministrativa. Accuse che Ciciotti ha respinto con forza. Ieri, dopo le dimissioni, l’indagato ha rinunciato all’udienza davanti al tribunale del Riesame. Il suo difensore, l’avvocato Antonio Milo, ha presentato un’istanza di revoca della misura cautelare al gip Maria Proia e la decisione potrebbe arrivare già nella giornata di oggi. Perché con le dimissioni vengono meno anche le esigenze cautelari.
LETTERA AI CITTADINI. «Voglio comunicare a tutta la cittadinanza che tale gesto è stato posto in essere al solo scopo di far valere al meglio le ragioni del mio operato che, e di questo sono convinto, la magistratura, nei confronti della quale esprimo rispetto e fiducia, avrà certamente modo di valutare con maggiore serenità», le parole di Ciciotti, «tenuto conto che ogni azione e ogni atto sono stati da me sempre assunti nell’esclusivo interesse della comunità amministrata. Ringrazio tutti i miei elettori, amici e amministratori che mi hanno supportato in questo difficile compito di amministrare una comunità, che, evidentemente, ha al suo interno personaggi che perseguono unicamente lo sfascio e sterili polemiche di parte per puro calcolo politico o tornaconto personale».
MARCIA CONFERMATA. Parole di fuoco indirizzate all’opposizione comunale e ai principali accusatori sui quali si basano molti elementi dell’inchiesta. Il clima a Capistrello resta rovente e domenica alle 16.30 – salvo ripensamenti – ci sarà una manifestazione a sostegno del sindaco dimissionario. Un corteo che partirà da piazza del Municipio organizzato da un comitato cittadino spontaneo.
PRIMA REVOCA. Il gip Proia, intanto, ha revocato la misura d’interdizione per Antonio Basilico, l’imprenditore 48enne di Melfi (Potenza) rimasto coinvolto nell’inchiesta. Era stato sottoposto all’interrogatorio di garanzia giovedì scorso e aveva chiarito, alla presenza del pm Andrea Padalino, la propria posizione. Assistito dagli avvocati Michele Mastromartino e Vincenzo Castaldi, ha ottenuto la revoca del provvedimento cautelare della durata di un anno. Il gip ha «considerato l’atteggiamento collaborativo dell’imputato» visto che l’imprenditore «ha dato una spiegazione articolata della vicenda nella quale è coinvolto. Il giudice ha quindi ritenuto che la misura a cui era sottoposto non era più attuale né proporzionata alla sanzione che potrebbe essere erogata». L’imprenditore è accusato di truffa per la vicenda relativa ad alcuni lavori pubblici a Capistrello.
DI GIACOMO ASPETTA. Si attende la decisione del tribunale del Riesame per Corrado Di Giacomo, anch’egli ai domiciliari. Istanza presentata dall’avvocato Roberto Verdecchia, difensore dell’ex consigliere con delega ai Lavori pubblici. Gli indagati, in totale, sono 17.
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