Ciclista morto, Dna carente per accertare responsabilità

La tragedia di Innocenzi, relazione in Procura sulle analisi compiute sui bovini Ma l’indagine va avanti, gli inquirenti confidano sulle testimonianze raccolte
AVEZZANO. Ancora un colpo di scena nelle indagini sulla morte di Cesidio Innocenzi, 54 anni, idraulico avezzanese deceduto a seguito di un incidente in bici contro un bovino, avvenuto tra Capistrello e Castellafiume. Il Dna prelevato dagli inquirenti per risalire agli animali vaganti, e quindi ai proprietari, risulterebbe incompleto, insufficiente per una comparazione certa. Ma le indagini vanno avanti perché potrebbero esserci altri elementi e anche alcune testimonianze a permettere di arrivare a una soluzione del caso. Nell’inchiesta della Procura di Avezzano c’è un’allevatrice indagata con l’accusa di omicidio colposo.
Il 54enne è morto nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila alla fine di maggio. La settimana precedente aveva avuto l’incidente in bicicletta, scontrandosi con una mucca. Era arrivato in ospedale in gravi condizioni. Ma era stato lui stesso a raccontare la strana dinamica dell’incidente, prima dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Mentre percorreva in bici il tratto di strada si era trovato davanti, subito dopo una curva, l’animale vagante, allontanatosi dopo l’impatto. I carabinieri della stazione di Cappadocia e della compagnia di Tagliacozzo hanno subito avviato delle complesse indagini per individuare la provenienza del bovino. Dopo i primi riscontri è finita sotto inchiesta la proprietaria di un allevamento di Castellafiume, E.N.M., 54 anni. L’allevatrice è assistita dagli avvocati Luca e Pasquale Motta.
Gli accertamenti sono stati disposti dal sostituito procuratore della Repubblica di Avezzano, Lara Seccacini. Peli e sangue prelevati sui bovini, per avere una funzione utile alle indagini, devono essere comparati con il materiale organico rinvenuto sulla bici e sul casco della vittima dell’incidente.
Il Ris di Roma aveva isolato una traccia di Dna bovino in otto punti. Successivamente si è proceduto al prelievo di Dna negli allevamenti nei comuni di Capistrello, Castellafiume, Cappadocia e nel Reatino. Accertamento che ha coinvolto una trentina di esemplari. Il reperti erano stati inviati all’Istituto zooprofilattico di Perugia per la comparazione finale. Qui gli esperti hanno potuto riscontrare che le tracce isolate dai Ris sulla bicicletta non avrebbero reso un Dna completo. La comparazione con i bovini oggetto d’indagine, quindi, non è stata possibile. Un rapporto dei carabinieri è stato consegnato in Procura. Perché l’indagine va ancora avanti e potrebbero esserci altri elementi a incastrare chi ha avuto responsabilità nell’assurda morte di Innocenzi.
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