Cimitero zona rossa: ecco l’altra faccia della medaglia

La vergogna delle macerie abbandonate nell’antico loculario La scalinata dei Nove Martiri ricoperta di lastre spezzate

L’AQUILA. Qualcuno dirà che nessuno se ne lamenta, qui dentro. E invece la vergogna delle macerie abbandonate e mai rimosse a quasi sette anni dal terremoto nel cimitero monumentale dell’Aquila grida vendetta. Ci sono le isole ecologiche, va bene. Ci sono le zone ripulite dall’erba. E ci sono, novità, i lavori (per 250mila euro) alla vecchia camera mortuaria dove si verrebbe a realizzare una sala del commiato a disposizione di coloro i quali non hanno la possibilità di vegliare un defunto in casa. Ma se si mette piede nel camposanto non si può far finta di non vedere quello che si sarebbe potuto fare e non si è fatto in tutto questo tempo. Le foto sono le stesse dell’anno scorso e di due anni fa e, a ritroso, di tre, quattro e cinque fino a sei. E ora quasi sette. Se le immagini parlano da sole, basta ascoltare i commenti dei visitatori del cimitero per conoscere la loro indignazione. E pensare che due mesi fa furono annunciate le demolizioni di manufatti asseritamente irregolari nei campi delle sepolture a terra nella parte nuova, lato Torretta. Scatenando il panico nei familiari dei defunti. Nel mirino i copritomba fuori misura. Così si leggeva in un avviso dei servizi cimiteriali del settore Ambiente del Comune: «...in ottemperanza a quanto disposto...in data 1 settembre alle 8,30 si provvederà alla rimozione del manufatto difforme». Ma alle macerie da rimuovere non ci pensa nessuno.

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