Cinema Massimo, tempi più lunghi per il secondo lotto

14 Aprile 2021

Per riavere la storica sala in centro storico serve la gara Accantonato il ricorso alla procedura dell’appalto integrato

L’AQUILA. Si allungano i tempi per l’avvio dei lavori del secondo lotto del cinema Massimo.
Infatti, dopo una serie di scambi epistolari tra dirigenti comunali, è stato deciso di non ricorrere più alla scorciatoia dell’appalto integrato (affidando a un’impresa progetto esecutivo e lavori), ma di percorrere “strade” tradizionali che richiedono più tempo.
In una recente determina si legge: “Va considerato che l’edificio Cinema Massimo è sottoposto a vincolo di tutela che richiede la massima attenzione in tutte le fasi progettuali. Inoltre il parere rilasciato da una dirigente comunale non fuga i dubbi sull’opportunità o meno di indire una gara di appalto congiunto ponendo come base il progetto di fattibilità tecnica ed economica. Si ritiene quindi più opportuno procedere alla redazione di tutte le fasi progettuali previste dal codice dei contratti per l’edificio Cinema Massimo sottoposto a vincolo di tutela piuttosto che procedere all’appalto integrato sorretto dal solo progetto di fattibilità tecnica ed economica”.
SECONDO LOTTO. Il Comune dell’Aquila, tempo, fa annunciando l’avvio dell’iter per il secondo lotto, scriveva in una nota: «Quattro sale al posto dell’unica pre-terremoto e un’ampia offerta culturale in pieno centro storico dell’Aquila. Questi gli elementi principali del progetto di fattibilità economica tecnica ed economica per il recupero del cinema Massimo. L’intervento prevede, oltre al completamento del consolidamento degli elementi strutturali esistenti, la ristrutturazione completa della sala storica da 348 posti (280 la platea, 88 la galleria) e la realizzazione di ulteriori tre sale, due per le proiezioni cinematografiche, da 72 posti ciascuna, e una da 64 posti per rappresentazioni teatrali ed altri tipi di spettacoli. La biglietteria resterà unica e l’ingresso sarà sempre da corso Federico II. Le sale avranno un’attrezzatura tecnologica e digitale di prim’ordine e le sedie e gli arredi saranno di pregio. La città potrà disporre di una vera e propria multisala, con più proiezioni e un locale riservato ad altre iniziative. In pratica un vero e proprio contenitore culturale in centro storico, per recuperare uno spazio importantissimo di cui la città ha davvero bisogno, considerando inoltre che il Massimo sarà dotato anche di servizi complementari».
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