Cinema Pacifico, si riaccende il proiettore

14 Settembre 2018

Film in programmazione da giovedì 20 settembre, ma resta il nodo sul futuro della storica struttura

SULMONA. Sarà riacceso il prossimo giovedì 20 settembre il proiettore del Cinema Pacifico. Dopo un intervallo cominciato il primo giugno si potrà tornare in sala con il film “Sembra mio figlio” (ore 16.45, 18.45 e 21). Ora si punta a recuperare il calo di presenze dei mesi scorsi e la sofferenza legata alle prime visioni della vicina multisala Igioland di Corfinio. Probabilmente la scelta cinematografica spesso troppo rivolta ai più piccoli, con proiezioni di cartoni animati per intere settimane o film non proprio da prima visione, non hanno aiutato. Da qui l’appello anche dell’assessore alla Cultura, Alessandro Bencivenga, a rivedere la programmazione e ad andare maggiormente incontro alle esigenze del pubblico. L’intenzione dei nuovi gestori della Thalia Srl è quella di coinvolgere anche associazioni culturali e di proseguire nel progetto mai concretizzato dell’apericinema, con possibilità di fare aperitivi mentre si gusta un bel film. Da capire quale sarà il futuro della struttura e soprattutto perché la società – che si professa sui suoi canali social leader nel campo della produzione e post produzione cinematografica, oltre che dell’organizzazione degli eventi – non sia riuscita a riavvicinare il pubblico alla lunga tradizione sulmonese del grande schermo. Con proiettore digitale e nuove poltrone, la sala era stata inaugurata lo scorso autunno con una convenzione di 18 mesi. La struttura, costruita in via Roma nel 1934, era stata gestita nei 15 anni precedenti dalla Ddc srl, che riconsegnò le chiavi nelle mani del sindaco Fabio Federico. Proprio lui a dicembre del 2009 affidò la sala all’associazione culturale SulmonaCinema, che riuscì a far fronte al calo delle vendite dei biglietti del 70% e ai meno di 80 ticket staccati a settimana aprendo un bar che non doveva sottostare ai rigidi orari dell’ordinanza anti-movida. La concorrenza che ne derivò provocò l’ira dei gestori dei locali notturni, che dovevano chiudere prima. L’idillio si ruppe nel maggio 2011, con la revoca dell’affidamento diretto. A luglio dello stesso anno seguì un bando di assegnazione andato deserto, che condannò a lunga chiusura la sala. Fino a Natale del 2012 col secondo affidamento diretto alla cooperativa Minerva (che si occupava delle pulizie) fino ad aprile 2013. (f.p.)
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