Cinema, sfuma l’accordo tra Comune ed ex gestore

2 Novembre 2019

L’ente richiede 20mila euro di arretrati, ma la transazione non va in porto La società: «Soldi spesi per arredare la sala, ora ci riprendiamo le poltrone»

SULMONA. Sfuma la trattativa tra l’ex gestore del cinema Pacifico e il Comune di Sulmona per la transazione sui debiti e la sala resterà senza poltrone. Palazzo San Francesco rivendica arretrati per 20mila euro, mentre la ditta pugliese sostiene di aver speso 12mila euro tra tendaggi e sedie, a cui vanno aggiunti altri 8mila euro circa di arredi vari. Per questo la società si è chiamata fuori dalla selezione per la gestione della sala di via Roma e ha annunciato che tornerà in città a breve solo per riprendersi le poltrone. Chi subentrerà, dunque, dovrà anche prevedere alle nuove sedute.
Sulla questione interviene il Pd, che sollecita «i consiglieri comunali a un sussulto di responsabilità lasciando andare “a miglior vita” questa amministrazione per restituire la parola ai cittadini». Restano così in fila per la gestione del Pacifico la Mediaplex Italia di Teramo, che fa riferimento a Ennio De Dominicis, primo gestore della sala dal 1994 al 2009, la Magia Cinematografica, che è collegata alla multisala di Corfinio Igioland, e la Viridiana Cinematografica (il gestore uscente), chiamata a risolvere il contenzioso con il Comune. La società, infatti, avrebbe un conto arretrato di circa 20mila euro tra bollette non pagate e spese fisse, vantando però nei confronti del Comune le spese per tendaggi e poltrone, che Palazzo San Francesco ha quantificato in 6mila euro. Una somma troppo bassa per la ditta pugliese che ha rifiutato la transazione.
Dopo l’avviso pubblico le 3 società ammesse alla successiva fase di selezione dovranno rispondere alla procedura negoziata. I tempi tecnici di valutazione procrastineranno ulteriormente la riapertura del cinema, prevista per questo mese. Per il rilancio del Pacifico al nuovo gestore il Comune chiede anche attività culturali e sociali. Ora la durata del contratto è fissata in cinque anni fino a 30 settembre 2024. Dunque, i 228 posti tornano a far gola. Perché nel bando si richiede una sala polivalente che dovrà garantire minimo 200 proiezioni all’anno, più trenta concessioni gratuite al Comune per 2 proiezioni giornaliere, e una media di 25 spettatori alla volta e 10mila all’anno. Il tutto su un bacino di utenza stimato di 60mila persone riferito ai comuni in un raggio di 15 chilometri. Il Comune ha redatto un piano economico finanziario per i futuri gestori che prevede 52.400 euro di incasso dai biglietti al costo medio di 5,16 euro, 24mila euro dagli affitti della sala a un prezzo medio di 350 euro, più 9.800 di incassi dal bar per un totale di entrate di 86.200 euro. Stessa cifra per le uscite tra manutenzione (5.500 euro), biglietteria elettronica (1.700), promozione (2.000), personale (18mila), Siae (9mila), pulizie (5mila), affitto per 10 mesi (11mila), funzionalizzazione sala (19mila), utenze (15mila). A riaccendere l’interesse, dopo le alterne vicende degli ultimi anni, potrebbero essere stati la gestione prolungata e le spese a carico del Comune per riscaldamento, Tari e sistema antincendio.
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