Cinghiali, scontro sul controllo selettivo
La Confagricoltura contesta l’Italcaccia: preoccupazioni infondate, nessun pericolo per cervi e caprioli
L’AQUILA. Il commissario provinciale dell’associazione venatoria Italcaccia L’Aquila è un personaggio forse in cerca di notorietà». Ad affermarlo è Stefano Fabrizi, direttore di Confagricoltura, secondo cui «si continuano a sostenere le tesi perdenti di funzionari della Provincia che, dopo esser stati costretti dal presidente Del Corvo ad avviare il controllo selettivo degli ungulati, insistono nel sostenere tesi del tutto infondate. Ci chiediamo, a questo punto quali siano gli interessi che voglio tutelare. Non certamente quelli degli agricoltori e allevatori, nè quelli dei cittadini contribuenti. Forse voglio tutelare le fantastiche tesi degli ambientalisti cui abbiamo richiesto di darci dati ed elementi circa l’efficacia di altri metodi per il controllo dei selvatici. Intanto», continua Fabrizi, «l’abbattimento selettivo va avanti, sono stati abbattuti una cinquantina di cinghiali, non un gran numero, né una carneficina come si vorrebbe far intendere. Nessuno pericolo per cervi e caprioli, visto che le operazioni sono eseguite sotto il vigile controllo delle guardie venatorie. Al momento molti animali si sono, però, ritirati all’interno dei parchi e delle riserve dove cacciare è un tabù. Fiduciosi aspettiamo settembre quando riaprirà la caccia e per questo incoraggiamo l’assessore Pepe ad andare avanti con il calendario venatorio evitando ritardi. Le solite persone hanno provato più volte a disturbare con mille espedienti la pregevole azione condotta dai cacciatori volontari e dalle guardie venatorie provinciali, cui va il nostro più sentito ringraziamento per quello, che tra mille difficoltà stanno conducendo. Il rispetto della libera iniziativa imprenditorialenon può essere violata da nessuno, neppure dai dirigenti di piccole associazioni venatorie».
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