Cinghiali, un flagello nei campi: pronto un piano per le catture

16 Luglio 2024

Il Parco Gran Sasso e Monti della Laga pubblica il protocollo di gestione per il prossimo triennio Grande attenzione verrà posta su speciali recinti e sul possibile ricorso agli abbattimenti selettivi

CASTEL DEL MONTE. Castel del Monte ha ospitato un convegno sulla problematica dei danni provocati dai cinghiali, animali sempre più vicini ai centri abitati. Castel del Monte è nel Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga che, quasi in contemporanea con l’incontro nel centro montano, sul suo Albo pretorio ha pubblicato il “Piano di gestione del cinghiale annualità 2024-2027”. «L’impatto del cinghiale sugli ecosistemi naturali è stato oggetto di studi che hanno evidenziato come la specie possa alterare la struttura delle comunità ecologiche e la funzionalità degli ecosistemi», si legge nel documento, «l’analisi dei dati sui danni causati dal cinghiale al patrimonio agricolo ha permesso di evidenziare che i castagneti presenti sui Monti della Laga costituiscono la coltura più colpita, su cui si concentra il 49% dei danni totali che si verificano annualmente nel Parco e che in soli 5 comuni, caratterizzati per la presenza dei boschi di castagno, l’Ente parco liquida il 65,95% degli indennizzi annui».
RECINTI DI CATTURA
«L’attività di contenimento del cinghiale mediante recinti di cattura mobili, collocati in aree di intervento concentrate nelle aree agricole delle zone periferiche del Parco», si sottolinea nel Piano, «è sembrata essere la più confacente a coniugare le esigenze di tutela e conservazione degli ecosistemi del Parco con la salvaguardia delle importanti attività agricole che vengono condotte nell’area protetta. All’interno delle aree di intervento non verrà definito a priori un quantitativo di cinghiali da eliminare, ma l’azione di cattura sarà orientata alla loro diminuzione massima possibile. In relazione all’importanza ecologica e conservazionistica dei castagneti, una particolare attenzione verrà posta nel promuovere e diffondere l’uso dei recinti di cattura nei comuni dove si concentrano le maggiori estensioni di boschi di castagno. Nel triennio 2021-2024 sono state impegnati 570mila euro per oltre 60 recinzioni a protezione delle colture agrarie che hanno consentito di proteggere circa 200 ettari di terreni agricoli. Per implementare l’azione di controllo verranno attuate opportune attività di promozione e divulgazione sull’uso e sull’efficacia dei chiusini mobili, che consentano di aumentare il numero delle aziende coinvolte nelle attività di contenimento del cinghiale, incrementando lo sforzo di cattura. Per migliorare l’efficacia dell’azione di contenimento, verrà valutato il ricorso a trappole di tipo Pig Brig di recente sperimentate nelle azioni di contrasto alla diffusione della Peste suina africana».
ABBATTIMENTO SELETTIVO
Inoltre, «qualora si verificassero situazioni di emergenza circoscritta, si interverrà con abbattimento condotto da selecontrollori sotto la responsabilità dei carabinieri forestali nonché dei sindaci che riterranno di autorizzare l’intervento».
INCIDENTI STRADALI
Infine, «a seguito di incidenti provocati da cinghiali sono stati individuati 6 tratti stradali su cui agire con una cartellonistica che segnali agli automobilisti la necessità di moderare la velocità per il rischio di attraversamento di animali selvatici».
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