Cinquanta lanci del Canadair per soffocare l’incendio

29 Dicembre 2016

CAPITIGNANO. Il bosco di Capitignano, situato a oltre mille metri di altitudine, ha ripreso ieri mattina a bruciare. Difficile dire se il ritorno di fiamma sia stato causato da un piromane o i motivi...

CAPITIGNANO. Il bosco di Capitignano, situato a oltre mille metri di altitudine, ha ripreso ieri mattina a bruciare. Difficile dire se il ritorno di fiamma sia stato causato da un piromane o i motivi siano altri. Fatto sta anche ieri i vigili del fuoco sono rimasti impegnati per tutta la giornata nella speranza che il rogo si spegnesse.

L’utilizzazione di un Canadair è stata decisiva per fare in modo che le fiamme si fermassero. Ci sono stati, tra la mattina e il pomeriggio, una cinquantina di lanci di liquido ritardante, interrotti solo per permettere all’aereo di fare rifornimento.

Un contributo importante, visto che gli interventi da terra sono difficili in quanto le autocisterne non possono arrivare dove c’è il fuoco visto che non esiste una strada percorribile fino a quel punto.

L’incendio che finora ha divorato di cinque ettari di vegetazione è scoppiato tre giorni fa nella boscaglia in zona “Svolte di Lima”, nel territorio comunale di Capitignano, a circa mille metri di altitudine. Si tratta di un evento quasi certamente doloso che è stato subito notato dal vicesindaco del paese, Franco Pucci, il quale ha dato l’allarme telefonando ai vigili del fuoco. Il fronte del fuoco iniziale è stato di circa due chilometri. La popolazione è allarmata nonostante non ci siano abitazioni minacciate dalle fiamme. Tuttavia sono andate in fumo molte piante secolari, vanto del patrimonio ambientale del piccolo centro dell’Aquilano.

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