Cinque vittime nell’Aquilano: ora è paura

1 Novembre 2020

Pesante il bollettino tra città e paesi del circondario: lutti anche a Scoppito e Navelli. I casi positivi sono 16, tamponi in attesa

L’AQUILA. Sale il numero delle morti riconducibili al Covid: delle 8 registrate ieri in Abruzzo ben 5 riguardano la città e i comuni dell’Aquilano. Sul fronte dei contagi, ancora una volta è la provincia dell’Aquila a contare il numero più alto, con 171 nuovi casi, mentre calano a 16, rispetto ai 73 del giorno precedente, quelli cittadini. Secondo uno studio del ricercatore Riccardo Persio, al 30 ottobre un aquilano ogni 100 (inteso come residente o domiciliato nel comprensorio dell’Aquila) ha il Covid, il triplo o il quadruplo delle persone è interessato dalla malattia, cioè è in quarantena o in isolamento volontario. E la situazione diventa sempre più critica nelle scuole, con classi in quarantena un po’ ovunque e il caso dell’Istituto comprensivo di Sassa, dove ci sono varie positività tra il personale. L’Asl attiverà la prossima settimana un numero verde per facilitare il lavoro di medici di base e pediatri. Intanto, nel laboratorio privato Dante Labs, all’interno del Tecnopolo, si sta allestendo la segnaletica orizzontale per il drive-in riservato ai prelievi per i tamponi, che andrebbe a supportare quelli già presenti a Collemaggio e Paganica. DECESSI. Sono cinque le persone decedute, nella maggior parte con patologie pregresse, la cui morte è stata ricondotta a casi Covid. Si tratta di Aldo D’Alfonso, aquilano di 86 anni, ingegnere e docente di elettrotecnica all’Itis, che viene ricordato con rimpianto dai suoi ex alunni della quinta A, che nel 2018 organizzarono con lo stimato professore una conviviale per festeggiare i 50 anni dal diploma. Un altro aquilano deceduto è Mario Di Girolamo, di 79 anni, con un familiare che lavora nel day surgery dell’ospedale San Salvatore, originario di Castelvecchio Calvisio. «Abbiamo saputo che verrà seppellito nel suo paese d’origine», conferma il sindaco di Castelvecchio Calvisio, Luigina Antonacci, «e che era ricoverato da una decina di giorni in ospedale perché non stava bene». A Castelvecchio Calvisio finora non si è registrato nessun caso tra la popolazione residente. Ci sono poi Lucio Spinosa di 68 anni, che abitava a Collettara di Scoppito e una donna di 96 anni, Marina Rosa, originaria di Civitaretenga, ma residente ormai da una decina d’anni a Bussi sul Tirino. È stata contagiata in famiglia ed è morta all’ospedale di Pescara dove era ricoverata per altre patologie, essendo tra l’altro asintomatica. I funerali saranno celebrati domani a Bussi, ma la salma verrà riportata a Civitaretenga. Nell’elenco regionale dei deceduti di ieri è stata inserita, con un giorno di ritardo Margherita Capannolo, 79 anni, residente in città, mentre si sono già celebrati a Pizzoli, dove abitava, i funerali di Antonietta Gioia, di 83 anni, contagiata nella casa per anziani Villa Sorriso di Scoppito, ma morta in ospedale.
NUMERO VERDE. L’iniziativa è stata intrapresa dal reparto di Malattie infettive del San Salvatore, diretto da Alessandro Grimaldi, sostenuta e appoggiata dai medici di famiglia, a partire dal presidente dell’ordine provinciale, Maurizio Ortu, con l’adesione anche del servizio di Medicina d’urgenza dell’Università, tramite la professoressa Clara Balsano. Si tratta di un filo diretto con l’Asl, a beneficio dei medici di base e del territorio della provincia, per impostare terapie per pazienti Covid non gravi, seguirli a domicilio in modo più puntuale e, al contempo, ridurre l’impatto dei ricoveri negli ospedali sempre più in sofferenza. La prossima settimana verrà attivato un numero verde, che farà capo all’unità operativa di Malattie infettive, attraverso il quale medici del reparto e del servizio di Medicina d’urgenza dell’Ateneo forniranno consulti telefonici ai medici di base e pediatri del territorio provinciale. «Il servizio di consulenza, condiviso e sostenuto dal manager Testa», informa l’Asl, «darà indicazioni ai medici di famiglia su come impostare terapie per pazienti Covid con quadri clinici lievi-medi (quindi al di fuori di quelli gravi) in modo da curarli a domicilio e con maggiore assiduità». Il numero verde e gli orari in cui chiamare saranno resi noti nei prossimi giorni, compresa la data in cui scatterà il nuovo servizio di consulto telefonico.
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