Cinquemila firme per un medico

12 Giugno 2016

Celano e Pescina, i pazienti reclamano il ritorno del diabetologo Venanzi

CELANO. Cinquemila firme a favore del ritorno nel settore di diabetologia dei distretti sanitari della marsica est, per il dottor Enzo Venanzi. La petizione popolare, che ha visto coinvolti tutti i paesi della Marsica orientale, è stata consegnata dalla dottoressa Colizza che le sottoporrà all’attenzione del manager della Asl, Rinaldo Tordera. L’ultimo incontro del comitato spontaneo, sorto all’indomani del trasferimento del dottor Venanzi, si è svolto a Celano e sono molti i pazienti del medico che hanno voluto intraprendere questa battaglia.

«Il nostro comitato si sta battendo per far valere il diritto dei malati ad essere curati nel migliore dei modi», hanno spiegato dal comitato, «in tantissimi siamo stati seguiti da Venanzi, la sua cura innovativa ha giovato a molti di noi con risultati a dir poco eccellenti. Oggi ad alcuni è stata cambiata la cura e quegli effetti positivi non ci sono più. La Asl deve tenere conto di migliaia di cittadini che stanno manifestando a favore di un professionista che ha dato positività a questo settore medico molto importante e delicato».

Sul caso Venanzi si era espressa anche l’amministrazione comunale di Celano, con l’assessore Ezio Ciciotti che aveva sposato subito la causa insieme agli altri amministratori. Con la petizione quindi si chiede alla Asl il ritorno del dottor Enzo Venanzi, nei distretti di Celano e Pescina. Il medico è stato spostato nel reparto di pronto soccorso, ma per 15 anni o anche più ha prestato servizio come diabetologo. Una vera e propria mobilitazione quella che si è e si sta registrando tra i diabetici e le loro famiglie, un gesto non solo di stima nei confronti del professionista, ma anche di affetto per chi in 15 anni ha saputo aiutarli nella loro malattia. Non si trattava di una mancanza di fiducia nei confronti del neo responsabile del settore, che è subentrata a Venanzi, ma i pazienti non erano e non sono disposti a perdere chi per anni ha consentito loro una vita normale.

Dante Cardamone

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