Cioni in piazza col cartello: «Più solidarietà»

3 Agosto 2018

L’AQUILA. «Io sono il tuo prossimo». Un cartello appeso al collo, ben in vista sulla t-shirt scura, il direttore regionale della Confcommercio, Celso Cioni, mercoledì sera ha attraversato su e giù...

L’AQUILA. «Io sono il tuo prossimo». Un cartello appeso al collo, ben in vista sulla t-shirt scura, il direttore regionale della Confcommercio, Celso Cioni, mercoledì sera ha attraversato su e giù piazza Duomo, in una sorta di passeggiata di protesta, che è anche un appello alla città. «Viviamo giorni tristi», dice Cioni, «in cui si avverte con forza la necessità di un riposizionamento delle coscienze. Serve più rispetto per gli altri. Ho messo in atto questa singolare protesta, perché siamo nella capitale mondiale della solidarietà, la città di Celestino V: dopo il sisma abbiamo ricevuto da tutto il mondo solidarietà e vicinanza. Ebbene», prosegue Cioni, «se non possiamo rendere qualcosa agli altri in termini economici, facciamolo almeno lanciando un messaggio di solidarietà, di amore, di civiltà e quieto vivere. La mia iniziativa è mirata semplicemente ad avviare una riflessione profonda sul riposizionamento civico e cristiano della mia coscienza». L’invito alle associazioni di categoria, alla politica, agli imprenditori, alle forze sociali e a quanti vorranno aderire è a fare altrettanto. «Quando pensi di fare una cosa giusta la devi fare», aggiunge Cioni, che prende le distanze «dalla similpolitica della fuffa dei nostri giorni sui migranti sui barconi. Voglio stare bene con la mia coscienza, in linea con le mie matrici culturali: dobbiamo fare il nostro dovere, anche se sappiamo di non essere i migliori cristiani». Un invito alla riappacificazione tra aquilani che cade a pochi giorni dalle celebrazioni della Perdonanza celestiniana. «Dobbiamo stare attenti ai messaggi che inviamo, misurare le parole e le azioni», sottolinea Cioni, «che possono fare male al prossimo. Dobbiamo stare in pace con la nostra coscienza e, per farlo, c’è necessità di perdono, riappacificazione, tolleranza, solidarietà, a livello mondiale, come nella nostra città. Riprendendo una frase di Pier Paolo Pasolini, che ho avuto modo di incontrare da ragazzo, voglio sottolineare come c’è grande differenza tra crescita e progresso. Le classi dirigenti e politiche del nostro Paese si occupano troppo di crescita e troppo poco di progresso». (m.p.)
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