Cipollone: l’ospedale sta perdendo molte unità specialistiche

Allarme sanità, interviene l’ex primario di Pediatria Ginnetti (Uil): «Da risolvere il problema dei precari»
AVEZZANO. L’ospedale di Avezzano rischia di perdere molte delle Unità operative specialistiche e servizi importanti, che lentamente negli anni ha attivato e che hanno permesso di soddisfare le esigenze assistenziali dei 140mila cittadini marsicani e di circa 20mila della Regione Lazio, del Reatino e del Frusinate. Inoltre il problema dei precari Asl, 326 persone (medici, infermieri, tecnici ecc) che dal 1° aprile saranno licenziate, renderebbe la situazione drammatica. A lanciare l’allarme sono da un lato il consigliere Italo Cipollone, delegato dal gruppo di minoranza per i problemi sanitari ed ex primario di pediatria, e dall’altro Antonio Ginnetti, responsabile provinciale della Uil fp sanità. «In tutti questi anni», afferma Cipollone, «l’ospedale ha offerto il ricovero e la cura dei pazienti con problemi acuti e cronici, la nascita di tantissimi neonati e la cura anche dei prematuri, il trattamento dei politraumatizzati e dei pazienti con malattie cardiovascolari anche gravi, degli anziani con ictus, dei pazienti con tumori e con patologie complesse, senza che questi fossero costretti a spostarsi in altri ospedali con il rischio di una cura tardiva».
«Ma ora», sottolinea, «è in atto un impoverimento della struttura ospedaliera, iniziato con il ridimensionamento di unità operative, l’accorpamento di altre e la perdita di attività specialistiche. Noi cittadini marsicani rischiamo di non avere più garantite tutte le prestazioni assistenziali finora offerte. Ma vigileremo giorno e notte perché questo non accada». A rincarare la dose è la grave situazione dei precari Asl, pronta a esplodere tra qualche giorno. Dopo l'allarme lanciato nei giorni scorsi, ancora non c'è stato l'incontro per far fronte all'imminente licenziamento di 326 precari nella Asl di Avezzano Sulmona L'Aquila. «Abbiamo avuto notizie da fonti interne che da aprile non verranno più rinnovati i contratti in scadenza», afferma Ginnetti della Uil sanità provinciale, «sia nella Asl dell'Aquila, sia in quella di Teramo. Chiediamo un impegno della politica a livello regionale in attesa dell'incontro dei sindacati Cgil, Cisl e Uil con l'assessore alla Sanità, Silvio Paolucci. Ci domandiamo, inoltre, cosa intendono fare i direttori generali per tutelare i Lea (Livelli essenziali di assistenza) alla luce di questa situazione e come verrà gestita la sanità senza questi lavoratori visto che è già sotto organico». A Teramo la situazione interessa oltre 300 lavoratori, all'Aquila 326.
Pietro Guida
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