Cipollone pronto a lasciare Forza Italia

8 Luglio 2019

L’ex capogruppo: Pagano e Martino responsabili del risultato alle regionali e della caduta di De Angelis

AVEZZANO. Forza Italia perde pezzi di peso: l’ex capogruppo consiliare, Giancarlo Cipollone, artefice della nascita del super gruppo azzurro a palazzo di città, che “imputa” la disfatta alle regionali e la caduta dell’amministrazione De Angelis allo scarso impegni dei dirigenti del partito con in testa i parlamentari Antonio Martino e Nazario Pagano, sta per sbattere la porta. «Visto lo scarso impegno e i pessimi risultati sto valutando di prendere le distanze dal partito: in coerenza con le mie idee politiche resterò nel centrodestra». L’abbandono dell'ex capogruppo sarebbe legato alla mancata elezione di un forzista marsicano alla Regione e alla caduta dell’amministrazione De Angelis (FI) che, per effetto indotto, produce problemi nefasti sulla Provincia: in prima battuta con la decadenza del vice presidente, Alberto Lamorgese, quindi alle elezioni autunnali per il rinnovo del consiglio provinciale, dove senza i voti dei consiglieri di Avezzano, comune di prima fascia insieme all'Aquila, la Marsica farà la parte della Cenerentola. Il “mal di pancia” di Cipollone ha origine dal pastrocchio delle regionali, «con la “spinta” dell’esponente forzista aquilano, Guido Quintino Liris, nelle fila di Fd’I. Quell’abbandono, frutto di una gestione discutibile dei vertici provinciali e regionali, (Martino e Pagano), più la candidatura debole nella Valle Peligna», sottolinea Cipollone, «nonostante 4.200 voti ottenuti dal candidato avezzanese, Emilio Iampieri, hanno fatto mancare il quorum nell'aquilano». La scelta di lasciare il partito, comunque, è maturata dopo la caduta della giunta De Angelis. «Questi incidenti di percorso», chiosa Cipollone, «inducono a pensar male. Sembra impossibile che col governo regionale di centrodestra, forte del 54% dei voti, i vertici azzurri non siano stati in grado di evitare la disfatta. Non vorrei ci fosse stato un disegno per indebolire le aree interne». (m.s.)
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