Cisl Medici: collegamento con Teramo per l’ospedale

25 Giugno 2016

L’AQUILA. «Se sarà applicato alla lettera il decreto Lorenzin, all’Aquila, per essere un hub di 2° livello, mancano alcune specialità fondamentali quali cardiochirurgia e rianimazione...

L’AQUILA. «Se sarà applicato alla lettera il decreto Lorenzin, all’Aquila, per essere un hub di 2° livello, mancano alcune specialità fondamentali quali cardiochirurgia e rianimazione cardiochirurgica, chirurgia toracica e chirurgia plastica». Lo afferma il segretario provinciale di Cisl Medici Pierluigi Cosenza, che interviene nel dibattito sulla riorganizzazione della sanità abruzzese alla luce del nuovo piano sanitario. «Viceversa», aggiunge, «nell’ospedale di Teramo non esiste una terapia intensiva neonatale e la neurochirurgia è presente come unità operativa semplice (non rispondendo, quindi, ai requisiti del decreto Lorenzin), che esegue principalmente solo interventi di neurotraumatologia». Secondo Cosenza, «è impensabile poter acquisire queste specialità nel nostro ospedale, tra l’altro a discapito di altre realtà sanitarie della nostra regione. L’unica soluzione che ci rimane per avere un hub di 2° livello è ufficializzare un collegamento funzionale con l’ospedale di Teramo che, in realtà, è gia attivo. Questa, credo, sia l’unica via perseguibile, anche perché, se dovesse essere recepito integralmente il decreto Lorenzin, dovremmo rinunciare ad alcune specialità già presenti nel nostro ospedale. Qualcuno, poi, dovrà spiegare perché per un hub di 2° livello sono accettabili 15 minuti da un ospedale all’altro e non 30 minuti per altre realtà, fermo restando che una singola struttura di 2° livello in regione comporterebbe tempi di trasferimento per le patologie più gravi e complesse anche superiori alle 2 ore. Da non sottovalutare che, dai dati ufficiali, l’ospedale dell’Aquila è quello che in regione detiene il primato della mobilità attiva».

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