Città del futuro vista dagli studenti, progetto in 4 scuole

17 Dicembre 2014

AVEZZANO. Gli studenti dei quattro istituti tecnici di Avezzano saranno i protagonisti del progetto “La città sicura e intelligente”, promosso dall’Istituzione centenario del terremoto, dal Comune...

AVEZZANO. Gli studenti dei quattro istituti tecnici di Avezzano saranno i protagonisti del progetto “La città sicura e intelligente”, promosso dall’Istituzione centenario del terremoto, dal Comune di Avezzano e dai dirigenti scolastici Corrado Dell’Olio e Anna Amanzi. Ieri mattina l’iniziativa è stata presentata dal presidente dell’istituzione, Giovanbattista Pitoni, e dal vicepreside dell’istituto Geometri, Sandro Tuzi, ideatore del progetto. L’amministrazione comunale, rappresentata dal vicesindaco Nando Boccia, dal consigliere comunale Rocco Di Micco e dal capo di gabinetto Tiziano Zitella, ha individuato come struttura su cui intervenire l’ex casa di riposo in via Vidimari. Fino a maggio gli studenti saranno impegnati in una serie di incontri formativi (il primo oggi alle 10 all’Arssa), in cui apprendere e iniziare a elaborare il progetto. Relatori e referenti: Carlo Caroli, Amedeo Figliolini, Pasquale Conti, Corrado Martorelli, Fabio Galli, Christian Cannese, Patrizia Montuori, Cesare Montuori, Giacomo Moscatelli, Donato Di Biase, Antonio Capassi, Mario Colella, Patrizia Giuliocesare, Virginio Russo, Anna Maria Pace, Claudio Ciminelli e Luciano Quizi. Gli studenti dell’Itcat svilupperanno il progetto della struttura, quelli dell’Itis realizzeranno l’impiantistica; l’Ipsa focalizzerà l’attenzione sugli spazi verdi e l’Ite si occuperà del bilancio. Prima della conferenza i ragazzi della seconda D del Galilei, insieme all’insegnante Maria Grazia Rotini, hanno dato vita al seminario sul tema del terremoto, “Per non dimenticare”. I giovani si sono rivolti agli adulti sottolineando che la loro intenzione è quella di «rimanere a vivere nella Marsica ma con la certezza della sicurezza e della attrattività delle città in cui vivono, una certezza che a oggi ancora non c’è». (m.t.)