Sorelle scomparse, 5 giorni di mistero: si indaga per sottrazione di minore

Il sospetto: qualcuno le ha aiutate a pianificare l’allontanamento dalla comunità. In corso verifiche su un presunto avvistamento a Frosinone. La madre rompe il silenzio: «Aiutatemi»
CIVITELLA ALFEDENA. È una scomparsa avvolta nel mistero quella di Sarah e Alisya Di Giacinto, due sorelle di 16 e 12 anni, originarie di Minturno (Latina). E sono ore di grande apprensione, con appelli che si susseguono a livello nazionale. Le due si sono allontanate tra sabato e domenica, presumibilmente tra le 2 e le 5 del mattino, si ipotizza passando attraverso una finestra danneggiata nella comunità educativa Ofh Hope che le ospitava a Civitella Alfedena, nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Da quel momento si sono perse le loro tracce. Una fuga pianificata? Qualcuno le ha aiutate? Perché i ritardi nel dare l’allarme? Sono due le inchieste aperte. La foto segnaletica delle due è stata divulgata in tutta Italia.
L’ALLARME
A lanciare l’allarme è stato il personale della struttura protetta, ma solo nel primo pomeriggio di domenica. C’era infatti la speranza che le due minori si facessero vive. Ma così non è stato. A quel punto dalla comunità educativa hanno allertato i familiari e le forze dell’ordine. Le ricerche quindi si sono messe in moto in ritardo e questo è il primo punto su cui stanno lavorando gli inquirenti.
IL GIALLO
Al momento restano fitte ombre sulle modalità dell’allontanamento: non è noto come le sorelle siano riuscite a lasciare la casa famiglia, né si hanno indicazioni sugli indumenti che indossavano al momento della sparizione. Tra le ipotesi al vaglio, non si esclude che possano aver ricevuto l’aiuto di qualcuno. L’ipotesi della fuga dalla finestra della struttura non convince gli inquirenti. La comunità educativa si trova in una zona isolata del paese e non è dotata di un sistema di allarme né di videosorveglianza.
LE INDAGINI
Sulla vicenda è stato aperto un fascicolo per sottrazione di minori. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore di Sulmona Stefano Iafolla sotto la supervisione del procuratore Luciano D’Angelo. La procura ha incaricato per le indagini i carabinieri di Castel di Sangro, che stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona per cercare indizi. Le ricerche, coordinate dalla prefettura, sono state estese anche nelle zone del sud pontino, tra Minturno, Scauri e Fondi, possibili mete della fuga delle due sorelline secondo i militari. Gli inquirenti hanno effettuato un sopralluogo nella struttura per ascoltare tutti i dipendenti e ricostruire le modalità dell’allontanamento. Hanno effettuato anche una perquisizione, passando al setaccio i luoghi, la camera delle due ragazze e i dispositivi. L’ipotesi di reato ha attivato anche la procura del tribunale per i minorenni. I magistrati stanno accertando eventuali responsabilità omissive della struttura o l’eventuale coinvolgimento di terzi nella fuga delle due ragazzine. Ieri i carabinieri, comandati dal capitano Giuseppe Testa, hanno sentito anche un minore, fidanzato della 16enne, il quale ha risposto a tutte le domande degli investigatori senza fornire particolari elementi. Le due sorelle si sono allontanate senza telefono cellulare.
PRIMO AVVISTAMENTO
Una segnalazione collocherebbe le due ragazze a Frosinone. Gli inquirenti la stanno verificando. Si tratta del primo presunto avvistamento da quando sono partite le ricerche.
LA STORIA DRAMMATICA
Le due minorenni erano state inserite nel circuito delle strutture protette circa sette anni fa, in seguito a una situazione familiare particolarmente complessa. Dal 2024 vivevano nella struttura che si trova nel piccolo centro dell’Alto Sangro. Soltanto lo scorso maggio il padre aveva riottenuto la potestà genitoriale. Potestà che è ancora sospesa per la madre.
LA LETTERA DELLA MADRE
«Voglio solo trovarle». Così Valentina D’Acunto, la madre delle due ragazzine, ha rotto il silenzio dopo giorni di disperazione. Lo ha fatto con una lettera aperta lanciando un appello affinché le figlie Sarah e Alisya vengano ritrovate al più presto. Nella lettera, la donna ha chiarito che nessuno l'avrebbe informata della scomparsa delle figlie dalla struttura, solo domenica avrebbe avuto la comunicazione dai carabinieri. E ha quindi presentato una denuncia ai militari dell’Arma di Scauri di Minturno (Latina), per sottrazione di minori. «Aiutateci a trovarle. Questa è l’unica cosa che conta», ha ribadito la donna, assistita dagli avvocati Enrico Mastantuono, Pino D’Amici e Massimo Montanaro. La madre attraverso un appello pubblico ha invitato chiunque abbia informazioni a contattare le forze dell’ordine: non esclude che le figlie possano essersi allontanate con qualcuno e ha sottolineato come la zona in cui si trova la struttura sia particolarmente isolata. «In questo momento non servono giudizi, contrapposti e supposizione. Io sono stata informata dai carabinieri. Per me l’unica cosa che conta è riabbracciare le mie piccole» scrive la madre.
LE RICERCHE
Alle ricerche stanno partecipando una trentina di uomini in divisa, decine di volontari e le unità cinofile. Ma al momento delle sorelline nessuna traccia.
LA SCUOLA
Le due ragazze frequentano un istituto di Castel di Sangro. Da anni si sono integrate e i docenti non hanno riferito problematiche particolari. Non è escluso che le indagini coinvolgano anche il mondo scolastico per raccogliere più informazioni possibili.
LA DESCRIZIONE
Al momento non è noto come fossero vestite per mettere in atto l’allontanamento. Alisya è alta circa 150-155 centimetri, mentre Sarah è alta circa 140 centimetri; entrambe risultano di corporatura magra.
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