Clinica Ini, stipendi pagati Ma altre ombre sul futuro

Canistro, il gruppo Faroni si appella alla Regione per tutelare i 150 dipendenti: «Sforzo irripetibile, rischio tagli se non verranno regolarizzati i pagamenti Asl»
CANISTRO. La clinica Ini ha pagato gli stipendi ai 150 dipendenti. Ma restano le ombre sul futuro. Dopo l’ok della giunta regionale all’accreditamento, i lavoratori della struttura di Canistro, di proprietà della famiglia Faroni, hanno potuto tirare un sospiro di sollievo. «In seguito all’accreditamento firmato dalla Regione, la proprietà della casa di cura Ini, divisione di Canistro, ha pagato con grande sforzo, irripetibile nel prossimo futuro, lo stipendio di luglio», hanno sottolineato dalla Ini, «ma ora, se non verrà firmato il contratto, e soprattutto non verranno regolarizzati da parte dell’azienda pubblica i pagamenti maturati nei mesi scorsi, c’è il rischio di un altro blocco degli emolumenti e addirittura dell’attività di assistenza e cura, con gravi ripercussioni sui cittadini e sul territorio».
Per la dirigenza della Ini, quindi, resta la preoccupazione in attesa che la Asl e la Regione possano sbloccare i rilevanti crediti che «pesano come un macigno sull’attività», maturati finora e bloccati perché non era stato ancora firmato l’accreditamento della casa di cura di proprietà della famiglia Faroni che controlla un gruppo di rilevanza nazionale. «La Regione è stata puntuale nel risolvere la vicenda dell’accreditamento», ha evidenziato il direttore delle risorse umane della Ini, Gabriele Cerratti, «nella stessa comunicazione ha annunciato in tempi brevi la firma del contratto. Se insieme alla stipula non arriva il pagamento delle prestazioni erogate, saremo costretti a bloccare ancora gli stipendi e fare tagli anche in relazione all’assistenza e cura. La famiglia Faroni è molto legata al territorio dove la Ini svolge un ruolo importante, ma non può andare ancora oltre ai grandi sacrifici fatti finora, non ultimo il pagamento dell’ultimo stipendio. Siamo sicuri che Regione e Asl sapranno raccogliere in tempi brevi questo appello, come dimostrato con l’accreditamento».
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