Club della Asl in soccorso delle famiglie con disagi
AVEZZANO. Parte dalla Asl di Avezzano la prima esperienza in Italia che riguarda l’organizzazione e l’attivazione di gruppi di famiglie, su sei distinte problematiche, con la formula dell’auto-mutuo-...
AVEZZANO. Parte dalla Asl di Avezzano la prima esperienza in Italia che riguarda l’organizzazione e l’attivazione di gruppi di famiglie, su sei distinte problematiche, con la formula dell’auto-mutuo-aiuto: persone con gravi malattie (cancro e altre), donne separate con figli o vittime di violenza, nuclei familiari di immigrati, coppie separate e gestione del lutto.
La Asl ha da poco formato 40 nuovi “facilitatori”, figure-guida delle famiglie negli incontri che ci saranno ogni settimana.
Si tratta di una nuova strategia per far incontrare, in modo organizzato, gruppi di famiglie che si sostengono reciprocamente su varie situazioni critiche, spesso drammatiche, bensì l’idea di attivare mini-comunità su queste sei aree di disagio. Un primo gruppo, sulla gestione del lutto (“Il club della speranza”), è stato avviato giovedì scorso, col coinvolgimento di cinque nuclei familiari. Ai nastri di partenza c’è il gruppo di famiglie di immigrati, per il quale la Asl ha già formato tre figure-guida mentre le altre formazioni familiari cominceranno a funzionare nel giro di poco più di un mese. La costituzione delle nuove sei “cellule” di auto-mutuo-aiuto è scaturita dal corso di sensibilizzazione sul problema dell’alcolismo (tramite il cosiddetto approccio ecologico-sociale), promosso dal Sert della Asl di Avezzano, diretto da Adelmo Di Salvatore, e dall’Arcat (Associazione regionale dei club alcologici territoriali), che si è svolto all’Istituto industriale “Majorana”. «I club sono aperti alle famiglie della comunità», dichiara Di Salvatore, «senza alcuna discriminazione etnica, religiosa o sociale».
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