Coalizione sociale critica i progetti del decennale

L’AQUILA. La Coalizione sociale, rappresentata in consiglio comunale da Carla Cimoroni, torna sul bando del decennale “L’Aquila, città della memoria e della conoscenza” «dopo aver acquisito copia di...
L’AQUILA. La Coalizione sociale, rappresentata in consiglio comunale da Carla Cimoroni, torna sul bando del decennale “L’Aquila, città della memoria e della conoscenza” «dopo aver acquisito copia di tutti i progetti ammessi». «Vogliamo provare a capire», scrivono dalla Coalizione, «come l’amministrazione sta promuovendo “lo sviluppo delle potenzialità culturali”. Abbiamo già denunciato quanto riteniamo inopportuno – e provocatorio – che siano stati presentati, ammessi e risultati pure vincitori i progetti elaborati dall’Ance come pure dall’Ordine degli architetti. Si tratta di quasi 32.000 euro all’Ance per un convegno e una pubblicazione in 420 copie che verrà regalata ai sindaci, assessori, consiglieri e dirigenti; e di 22.000 euro all’Ordine degli architetti per illuminare nel periodo estivo alcuni vicoli bui del centro storico. Al di là della totale inopportunità di sovvenzionare due categorie già beneficiate dai proventi della ricostruzione, come queste iniziative possano servire a sviluppare le potenzialità culturali, ci risulta oscuro».
Nel mirino anche il finanziamento da 48mila euro «per una giornata di gara podistica tra stand internazionali, proposta da due società romane, riconducibili alla stessa proprietà. Una delle due, tra l’altro, si è costituita meno di due anni fa, giusto venti giorni prima di presentare domanda per il bando “Fare Centro” da cui è stata finanziata l’anno scorso con 64.000 euro».
Coalizione sociale chiede «controlli e verifiche scrupolose». «Chiediamo quale sia l’idea della “città della memoria e della conoscenza” che ha quest’amministrazione se il maggior contributo spetta a una gara podistica, mentre, per dirne una, il progetto di archivio sisma della Deputazione Storia patria non raggiunge nemmeno la sufficienza». Il movimento torna a sollecitare la necessità di non sprecare l’opportunità di beneficiare in 5 anni di 13,2 milioni «per lo sviluppo delle potenzialità culturali del territorio». Si chiede, infine, che i progetti che partecipano a bandi pubblici «siano, a loro volta, totalmente pubblici».

