Cogesa, aumentano le divisioni «Prioritario il diritto alla salute»

16 Gennaio 2023

La consigliera Nannarone ottiene l’accesso agli atti: il tribunale ha autorizzato la visione del fascicolo Quindi l’invito al Comune dell’Aquila a migliorare la raccolta differenziata e a dotarsi di una discarica

SYULMONA. Si fa ancora più critica la situazione del Cogesa, la società a totale partecipazione pubblica che si occupa del ciclo integrato dei rifiuti. Una situazione che rischia di avere gravissime ripercussioni sull’economia del territorio e di Sulmona. Allo scontro senza esclusione di colpi, avviato dai sindaci soci sulla governance della società, che vede i vari schieramenti politici azzuffarsi sulla nomina dell’attuale amministratore unico Franco Gerardini, si aggiunge l’iniziativa avviata dalla consigliera comunale Teresa Nannarone che proprio in questi giorni ha avuto dal Tribunale l’autorizzazione a poter visionare il fascicolo sul presunto danno ambientale provocato dal Cogesa.
«Il diritto principale che tutti dovrebbero tenere ben presente, e quindi difendere, quando si parla di rifiuti è quello alla salute dei cittadini che vivono nei territori su cui insiste la discarica», afferma Nannarone, «diritto che rischia di essere seriamente compromesso. E poi pretendere legalità, trasparenza e la prevenzione di possibili infiltrazioni della criminalità organizzata. E ancora, un servizio efficiente. Quindi lo scontro sul Cogesa, per chi ritiene che su certi temi si debba essere “irriducibili”, deve essere visto anche come una battaglia di diritti. È chiaro», sostiene ancora la consigliere comunale di maggioranza, «che a chi ha utilizzato Cogesa come un albero della cuccagna, un amministratore unico pro tempore che ha già deciso di scegliere il prossimo amministratore attraverso un bando per titoli e non per altro, appare un marziano, ma è bene che se ne faccia una ragione». Quindi la questione dei rifiuti aquilani. «Tra costoro», aggiunge Nannarone, «non annovero il sindaco Pierluigi Biondi che, però è certamente consapevole che è l’immondizia della sua città a puzzare più delle altre, perché ne è di più e perché è indifferenziata. Ed è a questo che il sindaco Biondi deve trovare una soluzione: la città a cui sono state destinate risorse considerevolissime dopo il sisma, assurta a modello europeo, non può non avviare immediatamente un percorso civile quale la raccolta differenziata dei rifiuti e una discarica propria. È tempo. E soprattutto L’Aquila ha mezzi e risorse per iniziare un percorso serio smettendo di considerare Sulmona una discarica anche da un punto di vista sociale. Diversamente Biondi contribuirà a scrivere una brutta pagina di storia politica. «Mi auguro invece che proprio lui, smettendo di far riferimento a questioni campanilistiche che non esistono, si confronti con il sindaco di Sulmona che ben conosce ciò che è accaduto negli ultimi anni all’interno del Cogesa. E mi auguro che Gerardini possa restare al suo posto anche con il consenso del sindaco dell’Aquila».Una situazione critica, quella del Cogesa, e attualmente in fase di stallo, visto che le posizioni dei due schieramenti in campo sono diametralmente opposte. Da una parte i sindaci, con in testa Gianfranco Di Piero, che hanno dimissionato il cda e nominato Gerardini amministratore unico. Dall’altra quelli che, invece, hanno nuovamente diffidato Gerardini a lasciare il suo incarico e che hanno bollato come illegittime tutte le decisioni assunte all’ultima assemblea dei soci. Una situazione per ora senza soluzioni condivise.
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