Cogesa, avviso di garanzia per Margiotta

SULMONA. Si arricchisce di nuovi particolari l’inchiesta avviata dalla Finanza con l’acquisizione di documenti eseguita lo scorso mese nella sede del Cogesa. Vincenzo Margiotta, amministratore unico...
SULMONA. Si arricchisce di nuovi particolari l’inchiesta avviata dalla Finanza con l’acquisizione di documenti eseguita lo scorso mese nella sede del Cogesa. Vincenzo Margiotta, amministratore unico dell’azienda che gestisce il ciclo integrato della raccolta dei rifiuti per conto di una sessantina di Comuni, è stato raggiunto da un avviso di garanzia in cui si ipotizza il reato di false comunicazioni sociali. A renderlo noto è lo stesso avvocato sulla sua pagina Facebook dopo che per l’intera giornata si erano rincorse notizie su un suo possibile coinvolgimento nell’inchiesta delle fiamme gialle. «Nei giorni scorsi ho ricevuto un’informazione di garanzia dalla Procura in cui mi si notifica un’indagine per false comunicazioni sociali, rese al fine di ottenere un vantaggio personale», scrive Margiotta. «Ho informato gli organi sociali, non conosco i fatti che mi vengono contestati perché assenti nel capo d’imputazione e confido in una veloce archiviazione da parte della magistratura». Poi prosegue: «Se avessi pensato ai miei tornaconti personali, avrei rifiutato l’incarico di amministratore unico del Cogesa: l’attuale governo ha recentemente proposto il provvedimento con cui si fissa anche il mio stipendio: 120mila euro l’anno. Io prendo 5 volte meno di tale cifra. Se avessi voluto fare i miei interessi non avrei accettato questo incarico. Serenamente continuerò a lavorare come ho sempre fatto per il bene dei soci e dell’azienda». Le contestazioni della Finanza riguarderebbero i rimborsi di alcune spese di viaggio, circa 1.800 euro relativi al 2017 ma che sarebbero stati caricati l’anno dopo. (c.l.)
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