Cogesa, cambia l’amministratore unico

Passa la linea dei sindaci, in contrasto da tempo con Margiotta, per il ritorno al “vecchio” consiglio di amministrazione
SULMONA. Via l’amministratore unico: il Cogesa torna al consiglio di amministrazione. La decisione è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri al termine della seduta di Controllo analogo tenuta in presenza di 49 sindaci dei Comuni soci della società dei rifiuti. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Annamaria Casini per essere riuscita a compattare tutti i Comuni. «Questo passaggio è fondamentale per la pace non solo societaria che permetterà al Cogesa di riprendere il suo percorso virtuoso a favore della compagine sociale, ha sottolineato Casini, «ma soprattutto auspico che la decisione presa dai 49 sindaci presenti sia fondamentale per ristabilire quel clima di dialogo e di sereno confronto indispensabili per il futuro di questo territorio». Un’ora prima dell’inizio della seduta di Controllo analogo, sette sindaci, quelli che da mesi sono in contrasto con l’amministratore unico Vincenzo Margiotta, arrivando anche a rivolgersi alla Procura, hanno voluto ribadire la loro posizione che prevede il passaggio dall’amministratore unico a un consiglio di amministrazione composto da tre persone per la gestione della società. Coi sindaci di Pacentro Guido Angelilli, di Cansano Mario Ciampaglione e di Acciano Fabio Camilli, anche i primi cittadini di Castelvecchio Subequo, Campo di Giove, Pescocostanzo e Opi. «Fin dal momento dell’elezione dell’amministratore unico, due anni fa, presentammo un ordine del giorno nel quale già chiedevamo di affidare la gestione della società a un cda», ha ricordato Angelilli, «e ancora oggi riteniamo che questa sia la strada più giusta per garantire un’amministrazione condivisa del Cogesa che è una società troppo importante per essere utilizzata politicamente nel modo più sbagliato».
STRISCIONE CONTRO CASINI. La giornata dedicata alla scelta della governance del Cogesa si era aperta in mattinata con un brutto episodio andato in scena nell’aula consiliare di palazzo San Francesco, dove è andata deserta la seduta del previsto consiglio comunale dedicata proprio alla più importante azienda partecipata del Comune. Nell’annunciare una diffida al sindaco Casini dal rappresentare il Comune di Sulmona alla seduta di controllo analogo in programma il pomeriggio, due dei 4 consiglieri di minoranza, Mauro Tirabassi (Fratelli d’Italia) e Francesco Perrotta (Italia Viva), hanno appeso un lungo striscione contro il sindaco Casini e l’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo, con la scritta “Vergogna”. In un primo momento la presidente Katia Di Marzio ha invitato i consiglieri a rimuovere lo striscione che però è rimasto al suo posto anche quando il consiglio comunale è stato sciolto per mancanza del numero legale.
Un episodio grave perché nessuno ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine per rimuovere lo striscione. Subito dopo, infatti, è stata indetta nella stessa aula consiliare, senza alcuna autorizzazione e in maniera del tutto irrituale, una conferenza stampa dai quattro consiglieri d’opposizione, assente la sola Roberta Salvati (Lega). In particolare l’opposizione ha stigmatizzato l’assenza della maggioranza, ritenendola una grave scorrettezza a danno dell’istituzione ma anche dei cittadini sulmonesi, che hanno diritto di conoscere quanto accade al Cogesa. In particolare la minoranza ha ricordato che il sindaco prima di partecipare alla seduta del comitato di Controllo analogo avrebbe dovuto tenere conto degli indirizzi del consiglio comunale. Per l’opposizione, i consiglieri di maggioranza «non presentandosi in aula hanno dimostrato di temere il confronto».
La stessa presidente Di Marzio, dopo la seduta, ha diramato una nota accusando la maggioranza di «mancanza di rispetto istituzionale e di un inqualificabile atto di irresponsabilità nei confronti della cittadinanza». Parole dure commentate dalla maggioranza come una violazione del ruolo istituzionale della Di Marzio, ritenuta “colpevole” anche della mancata rimozione dello striscione contro il sindaco e l’ex assessore regionale.
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