Cogesa, guerra tra sindaci In 32 contrari a Margiotta

Attacchi soprattutto al comune di Sulmona per la nomina dell’amministratore Di Nino (Pratola): «Metodo discutibile». Moca: «Calpestata la dignità dei cittadini»
SULMONA. «Uno schiaffo ai cittadini rappresentati dalla maggioranza dei sindaci soci, che hanno visto calpestata la propria dignità». Il giorno dopo la scelta del nuovo amministratore unico del Cogesa, i 32 sindaci che volevano una scelta condivisa, contestano duramente il metodo con cui si è arrivati alla nomina dell’avvocato Vincenzo Margiotta. E lo fanno in un duro comunicato in cui attaccano i sindaci dei 13 Comuni, Sulmona in testa, che hanno deciso di procedere nonostante la maggioranza dei Comuni soci avesse chiesto un rinvio di pochi giorni.
«Il voto per l’elezione del nuovo amministratore unico del Cogesa ha rappresentato il punto più basso nella ricerca di una soluzione che avesse il sostegno più ampio dei sindaci partecipanti all’assemblea», afferma il sindaco di Raiano, Marco Moca, portavoce dei sindaci firmatari, che rappresentano, oltre alla Valle Peligna, i territori della Valle Subequana e dell’Aquilano, fino a Tornimparte e Coppito. «Con una pericolosa forzatura, con un parere preventivo di dubbia legittimità espresso dal consiglio dei revisori dei conti sulla deliberazione e in spregio a ogni ragionevole richiesta di rinvio per agevolare un accordo, è stata operata la scelta dell’avvocato Margiotta, con il voto di soli 16 sindaci soci, resa possibile esclusivamente dal possesso delle quote di maggioranza, mentre i rappresentanti di 32 Comuni non hanno partecipato al voto abbandonando l’aula. Una rottura del metodo orientato alla condivisione che aveva dato i suoi frutti in tutti questi anni, come certificato dai risultati del Cogesa».
Contestata anche la scelta del sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, di affiancare al neoeletto amministratore, l’uscente Giuseppe Quaglia.
Sulla questione è intervenuto anche il neo sindaco di Pratola Peligna, Antonella Di Nino, anche lei contraria alla nomina di Margiotta. «La scelta dell’amministratore unico del Cogesa segna ad ogni modo un discutibile arretramento nel metodo, con la condivisione che lascia spazio all’imposizione delle scelte e con lo scivolamento in secondo piano dei risultati di gestione e degli interessi del territorio», afferma Di Nino. «Si è prodotta una netta divisione all’interno dell’assemblea dei sindaci, che certo non costituisce il viatico migliore in vista del delicato appuntamento di luglio, con la nascita del nuovo organismo regionale sulla gestione dei rifiuti».
Anche i circoli Dem vanno giù duro. «È una scelta che rende manifesta un’arroganza ormai fuori controllo da parte di chi, senza alcun rispetto della maggioranza dei sindaci e delle comunità che rappresentano, mira ad occupare in modo famelico tutte le postazioni di gestione dei servizi».
E il nuovo amministratore unico del Cogesa? Guarda avanti. «Le prime cose che farò nelle prossime ore», afferma Margiotta, «saranno incontrare l’amministratore uscente, perché Giuseppe Quaglia è una risorsa per la società. E poi incontrare i sindaci soci dei vari territori. Il mio impegno è quello di continuare a far crescere tutti insieme la più grande azienda dei rifiuti abruzzese. Il Cogesa ha bisogno di tutti».
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