Cogesa: il blocco delle assunzioni ci frena

6 Luglio 2019

L’amministratore unico Margiotta avverte: avremo problemi nella raccolta nei centri con maggiori presenze turistiche

SULMONA. Una sede nuova, numeri in ordine, tanti progetti in cantiere, Comuni soci in costante aumento ma un’unica preoccupazione: «Sarà un’estate difficile per noi e per i cittadini perché garantire il servizio di raccolta nei comuni che triplicheranno le presenze ci creerà forti difficoltà». Nell’illustrare il bilancio del 2018 con tanti numeri positivi e con iniziative che potrebbero creare i presupposti di un’ulteriore crescita per l’azienda, l’amministratore unico del Cogesa, Vincenzo Margiotta, non nasconde la sua preoccupazione per il blocco delle graduatorie per l’assunzione del personale, a causa dell’inchiesta giudiziaria in corso proprio sul reclutamento dei dipendenti. «Bisognerà ricorrere alle agenzie interinali», spiega Margiotta, «ma si tratta di personale non formato e che prima di capire come funziona la raccolta passerà del tempo con ripercussioni sul servizio. Non vi nego che registriamo un aumento di reclami in tal senso e il disagio già c’è». Parlando del bilancio Margiotta ha sottolineato che l’azienda ha riversato sul territorio circa 11 milioni di euro, di cui 3 milioni 636mila euro distribuiti tra i 234 fornitori e 7 milioni 73.621 euro ai 227 dipendenti ora saliti ancora con le 38 assunzioni fatte lo scorso mese di marzo. Per la formazione è stata spesa la somma di oltre 35mila euro, raddoppiata rispetto all’anno precedente. Stessa cifra (da 16 mila euro anno precedente a 36 mila 2018), investita sulla tecnologia e sul software per agevolare e rendere più efficace il lavoro dei dipendenti. Tra le sfide più urgenti per l’anno in corso c’è quella dell’impianto Fater, per il riciclo di pannolini e pannoloni, che sarà realizzato a Sulmona con l’assunzione di 6-8 dipendenti. E poi Refolo, la metodologia sviluppata nell’impianto di Roccaraso, con cui sarà abbattuta notevolmente la produzione di rifiuti conferiti in discarica, riciclando il materiale non differenziato lavorato che diventerà combustibile. «Entro quest’anno sarà attivato anche l’impianto di compostaggio di Navelli per la produzione di biometano», dice Margiotta, «e si arriverà al totale recupero della plastica con il revamping della piattaforma». In quanto alla richiesta di un gruppo di sindaci-soci di tornare al consiglio d’amministrazione con tre o cinque membri, Margiotta si è detto perplesso. «Con un consiglio di amministrazione più ampio c’è il rischio di rallentare l’esecutività delle decisioni della società. Oltre al fatto che i costi destinati ai compensi degli amministratori non possono aumentare e quindi 23mila euro (il compenso lordo dell’amministratore unico) andrebbero divisi per 3 o per 5. E, in tal caso, il cda per funzionare al meglio avrebbe poi bisogno di un direttore generale aggravando la società di ulteriori costi».
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