Cogesa, il caro telefonini Il Pd: «Spesi 120mila euro»

24 Luglio 2021

Il circolo dei democratici contesta le voci in bilancio dell’azienda dei rifiuti Casciani: «Dicano a chi sono intestate le utenze, informeremo la Corte dei Conti»

SULMONA. Spese telefoniche e per i cellulari di oltre 60mila euro inserite nel bilancio del Cogesa del 2019. Cifra di poco inferiore (52 mila euro), nella stessa voce, per l’anno precedente. Secondo il circolo sulmonese del Partito democratico si tratta di una spesa che non si giustifica per una società, il Cogesa, se viene messa a confronto coi bilanci di società di pari consistenza economica. I democratici sulmonesi tornano a fare le pulci ai conti del Cogesa e dopo i rimborsi spesa contestati all’amministratore Vincenzo Margiotta – inchiesta finita nel cestino dopo il proscioglimento dell’amministratore unico in sede di udienza preliminare – il Pd torna alla carica contestando allo stesso Margiotta e agli altri dirigenti e funzionari della società che si occupa del ciclo integrato di smaltimento dei rifiuti per oltre 60 comuni della Provincia un uso eccessivo uso del telefono. «Perché 120mila euro in due anni è un bell’investimento, per chi gestisce la telefonia ovviamente, non per i contribuenti», sottolinea Franco Casciani, segretario del circolo Pd, «al di là di ogni facile ironia sui telefoni bollenti, tanti sono i dubbi sulla condotta in questione sia da un punto di vista strettamente economico che della razionalità della scelta effettuata: perché acquistarli e non optare per un comodato d’uso gratuito in cambio dei relativi contratti con la rete d’interesse?». Secondo il Pd di Sulmona «le cattive abitudini sembrano dure a morire anche con la nuova gestione che d’altronde è frutto di accordi operati dagli stessi soggetti con la giunta aquilana del sindaco Biondi, allorché in prossimità delle ormai imminenti amministrative si rispolvera il concorsificio al Cogesa, con una tempistica perfetta in ordine alle ormai imminenti consultazioni elettorali: contratti a tempo determinato da giugno a settembre».
«E questo nonostante la Corte dei Conti, che informeremo», sottolinea ancora Casciani, «rilevi come la società Cogesa sia sovradimensionata per numero di dipendenti rispetto a società di analoghe dimensioni e amministrata da un consiglio di amministrazione (tre membri, ndc) ridondante rispetto alla figura dell’amministratore unico previsto dalla normativa vigente. In attesa di sapere dal presidente Nicola Guerra se anch’egli intende investire i soldi dei contribuenti in telefoni, e ancor prima di conoscere esattamente a cosa siano state realmente destinate somme così ingenti e a chi l’uso delle utenze, e quanto siano state e siano oggi», concludono dal circolo sulmonese del Pd, «ci auguriamo che ad ottobre, periodo presumibile della rielezione della amministrazione comunale, ci sia una serena presa di coscienza di cosa abbiano rappresentato per questa città l’amministrazione uscente targata e una ferma presa di distanza da chi ha rappresentato metodi e pratiche che nulla hanno a che fare con l’interesse generale della collettività».
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