Cogesa in concordato preventivo: il giudice nomina il commissario

Si tratta di Andrea Mantini a cui è affidato il compito di seguire il piano di ristrutturazione della società L’obiettivo: ripianare i debiti e scongiurare il fallimento. Sarebbero 8,6 i milioni di euro non riscossi
SULMONA. Sullo stato di crisi del Cogesa interviene il tribunale di Sulmona che ha nominato il commissario giudiziale. Si tratta di Andrea Mantini che avrà il compito di seguire il piano di ristrutturazione della società partecipata, che si occupa della gestione dei rifiuti, al servizio di oltre sessanta Comuni in Valle Peligna, Valle del Sagittario, Alto Sangro e nell’aquilano. Il commissario avrà incarichi specifici riguardanti la sorveglianza e la disposizione degli obblighi formativi periodici. Il decreto di concordato preventivo è stato emesso lo scorso 18 agosto, come previsto dalla procedura e dalla normativa vigente, e per sessanta giorni, fino al prossimo 18 ottobre, non potranno essere più pagate le fatture già emesse ai creditori, mentre quelle successive dovranno riguardare solo l’ordinaria amministrazione. Inoltre, Cogesa potrà compiere atti amministrativi solo dietro l’autorizzazione del tribunale e sospendere tutti i pagamenti, tranne quelli ordinari. Nel frattempo, dovrà essere presentato un piano che preveda la copertura del debito ed eviti il fallimento. Ci sarebbero crediti non riscossi per 8,6 milioni di euro, a fronte di oltre 6 milioni di debiti. In pratica, i creditori dovrebbero accettare una transazione sui crediti vantati, mentre i debitori, la maggior parte soci di Cogesa, dovranno trovare il modo di pagare gli arretrati. Cifre rilevanti che hanno mandato in crisi il Cogesa, in aggiunta alla posizione debitoria dell’Aquila che aveva una tariffa ritenuta “fuori mercato”, tanto da arrivare alla decisione di non accogliere più nel sito i rifiuti del capoluogo di regione, a causa della convenzione scaduta il 31 dicembre scorso. Ma i cancelli dell’impianto in località Noce Mattei sono rimasti chiusi ai rifiuti provenienti dall’Aquila per poco più di 24 ore perché, in attesa dell’accordo definitivo, l’Asm sembra aver accettato la tariffa di 158 euro per ogni tonnellata conferita. Entro i prossimi due mesi dovranno essere indicati tempi e modalità per il risanamento aziendale, come era stato spiegato dal presidente del cda, Nicola Guerra, che scrive ai soci: «Si esortano di nuovo tutti i soci ad abbassare i toni così come fatto in precedenza, ad essere collaborativi con l’azienda e a pagare puntualmente il dovuto alle scadenze contrattuali». Con il concordato preventivo, si tenta adesso l’operazione salvataggio della partecipata, iniziando un percorso di risanamento. Una crisi, apertasi nel dicembre scorso, che preoccupa, e non poco, tutti i Comuni soci. Il presidente Guerra invita tutti a fare la propria parte importante, soprattutto per salvaguardare i 215 posti di lavoro.
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