Cogesa, indaga la Corte dei Conti: tre sindaci convocati dai giudici

21 Settembre 2023

Gli amministratori di Sulmona, Pratola e Raiano in audizione per la grave crisi in cui versa l’azienda Nel mirino l’affidamento di consulenze esterne, i rimborsi spese e le procedure relative alle assunzioni

SULMONA. Oltre due ore davanti ai giudici della Corte dei Conti per fornire spiegazioni sulla grave situazione economica in cui versa il Cogesa. I sindaci di Sulmona, Pratola Peligna e Raiano, principali Comuni azionisti della società partecipata che si occupa del ciclo integrato dei rifiuti, sono stati convocati per l'audizione pubblica a seguito dell'inchiesta aperta dalla Corte dei Conti sulla gestione della società. Diversi i temi al centro dell'audizione: l’affidamento da parte del Cogesa, di consulenze e collaborazioni a professionisti incaricati; rimborsi spese corrisposti agli amministratori; procedure di assunzione del personale nonché le spese sostenute dal Cogesa per oneri accessori e utenze telefoniche; il metodo con cui avviene la selezione del Rup (Responsabile unico del procedimento), e del supporto Rup e tutti i compensi erogati agli stessi; lo svolgimento da parte del Cogesa di attività relative alla pulizia delle strade, alla manutenzione di immobili e la manutenzione del verde eseguite a favore di alcuni Comuni soci. Infine, gli affidamenti diretti di contratti di servizi. «Si è trattato di un incontro tranquillo in cui ho illustrato ai giudici contabili quello che avevo già riportato nelle deduzioni scritte consegnate entro il 15 settembre», spiega il sindaco di Sulmona Gianfranco Di Piero, «aggiungendo altri argomenti di criticità come la presenza della discarica di Noce Mattei sul territorio comunale. Una presenza che provoca forti disagi alla popolazione residente tant’è che abbiamo incaricato l’Arta proprio per verificare la qualità dell'aria e stiamo aspettando gli esiti della relazione». «Per quanto riguarda le contestazioni che ci sono state rivolte sui motivi della scelta del Cda», prosegue il sindaco di Sulmona, «ho ribadito che il Comune di Sulmona aveva scelto di affidarsi all’amministratore unico proprio per aderire all’indirizzo dato dalla Corte dei Conti, decisione che è stata poi revocata dai giudici del tribunale delle Imprese dell’Aquila». Altro argomento affrontato è stato quello delle difficoltà che incontra il controllo analogo a svolgere la sua funzione di controllo e la necessità di avere un organismo più snello rispetto a quello attuale che non è altro che una duplicazione dell’assemblea dei soci. Con il sindaco di Pratola Peligna è stato affrontato anche il tema delle tariffe diversificate tra i vari Comuni soci. «Ho evidenziato che il no di Pratola», spiega Antonella Di Nino, «a votare i bilanci e a dare il via libera alle scelte delle varie governance, non era frutto di una posizione politica ma era dettata dalla lettura asettica e tecnica degli atti. Se nel bilancio il costo della produzione è di gran lunga superiore rispetto al valore della produzione, c’è qualcosa nelle scelte portate avanti che non quadra».
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